POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo dal vice presidente di “Federalberghi Campi Flegrei” Gennaro Martusciello: «L’altro ieri è stata diffusa dai mass media una prima bozza del decreto sostegni (che speriamo venga assolutamente cambiato) veramente vergognoso e che offende la dignità dei nostri sacrifici. La “lobby delle Dolomiti” ha ridotto i ristori prendendo come parametro di riferimento non tutto il 2020, come inizialmente ipotizzato, ma solo i primi due mesi del 2021. La proposta inizialmente diffusa palesava l’ipotesi che si sarebbe confrontato l’intero fatturato 2020 con quello 2019 e, per le aziende che avrebbero avuto un calo superiore al 33% sullo scarto differenziale si applicava una percentuale che andava dal 10 al 20 per cento a seconda dei fatturati annui di ogni singolo contesto aziendale.

Anche l’ipotesi di confrontare l’intero periodo pandemico con quello precedente poteva essere un buon compromesso in quanto il calcolo dei ristori viene effettuato considerando il danno subito nell’intero periodo pandemico e cioè confrontare il periodo marzo2020/febbraio 2021 con marzo 2019/febbraio 2020. Tale valutazione avrebbe consentito di sostenere tutti i settori indipendentemente dalla stagione di maggior incremento lavorativo in quanto analizzando i dati mensili di tutto l’anno nessuna stagionalità sarebbe stata esclusa o evitata ed avrebbe provocato una visuale interpretativa dei dati incontestabile perché oggettiva e perequativa. Adottando invece il criterio sposato da questa bozza si sancisce il principio della sperequazione in maniera altrettanto oggettiva in quanto le strutture di montagna, ben difese dai tanti rappresentanti nordisti di questo governo, prenderanno il massimo del ristoro in quanto completamente chiuse nei primi due mesi dell’anno.

Il dato a zero di quest’anno si andrà a confrontare con un dato sicuramente imponente dello stesso periodo del 2019 e i ristori, per molte di queste aziende, sfioreranno importi considerevoli. Le strutture alberghiere e della ristorazione del sud che, invece, concentrano il loro fatturato prevalentemente nella “bella” stagione non solo hanno avuto la possibilità di essere aperti a pranzo in questi due mesi(la maggior parte delle regioni in questo bimestre sono state in zona gialla) e, quindi, i fatturati sono stati bassi ma non depressi come nel 2020 ma per lo più dovremmo confrontare i nostri dati con quelli del primo bimestre 2019; è notorio che i mesi di gennaio e febbraio sono mesi di scarsissima affluenza per ristoranti e alberghi in quanto post Natale la gente va poco in giro, assenza totale di turismo, assenza quasi totale di programmazione di qualsiasi evento banchettistico (matrimoni, compleanni, feste private di qualsiasi genere). Una vergogna indicibile!! Analizzando questi dati per noi aziende alberghiere e ristorative del sud o non ci saranno cali superiori al 33% o, dove ci saranno, ci dovremo accontentare delle briciole dopo un anno di sofferenze, rinunce e sacrifici.»