POZZUOLI – Gigi Manzoni l’ha presa bene (tant’è vero che lo Spritz se l’è fatto da solo). In fondo, è da sempre abituato a essere trattato così da Vincenzo Figliolia anche se ormai l’etichetta di delfino gli sta stretta da tempo. Oggi si sente “squalo”. Così, nonostante Figliolia lo abbia lasciato a casa la sera dell’incontro con Daniele, lui non ha fatto una piega. A quell’incontro manco voleva andarci, visto che lui vota Casillo: così ha preso il cellulare e ha chiamato a “Gianlù” ribadendogli che gli darà un piccolo sostegno, mentre i voti veri per Daniele da Pozzuoli arriveranno dai vari Postiglione, Morra, Visconti e Ismeno. E non saranno pochi. E in esclusiva. Figliolia e i suoi “pseudo” patti con i vari Manfredi, Casillo, Marciano non hanno sorpreso i vertici napoletani del Partito Democratico. Anche loro sanno bene che da Pozzuoli non arrivano mai i voti che fanno la differenza. Ed è anche il motivo per cui, poi, il peso della componente puteolana nei giochi democrat sono pari a zero.

LEADERSHIP – I segnali della sconfitta della “territorialità” voluta da Figiolia sono tanti. Piccoli e grandi. Non a caso, è un consigliere di Bacoli, Aniello Savoia, ad avere un ruolo nell’Anci Campania dopo che la presidenza era stata offerta (per finta?) a Figliolia. La scarsa leadership del sindaco di Pozzuoli diventa un peso per il partito: nessuna rilevanza nella scelta dei vertici della Asl Napoli 2 Nord, dove il disagio di Figliola emerge in ogni momento, comprese le liti (solitarie) contro il manager D’Amore, uomo di fiducia di De Luca. Stesso copione che si ripete con De Gregorio, manager dell’Eav. Insomma, peso zero. Forse per il suo modo di gestire il partito, che ormai comincia ad avere mal di pancia. A partire dalla scelta di Giordana Mobilio con la campagna elettorale fatta in prima linea dalla mamma. Ma questa settimana è la resa dei conti.

LA “MALEDIZIONE” – Mobilio sa bene che Figliolia non ha mai portato un gran bene: Elio Buono pagò la politica impopolare dell’amministrazione nel 2015, la sua candidata Elena Martusciello ebbe il potere di fare la storia, consegnando la città al centro destra cosa che non accadeva dai tempi dei Podestà. Senza ricordare le sue scivolate contro Magliulo ribattezzato “Agostino il breve”, forse uno dei peggiori sindaci dal dopoguerra, eppure capace di batterlo. Domenica Mobilio riuscirà a sconfiggere questa specie di maledizione che, tra l’altro, accompagna anche i capolista del partito? Di certo gli spritz presi con i candidati forti del Pd non aiutano Figliolia e neppure la sua candidata. Daniele, Casillo, Manfredi e così via sanno bene come a Pozzuoli la dispersione sarà totale. A meno che Figliolia, così come ha fatto con la Mobilio domenica su Facebook, dica apertamente a suoi fedelissimi per chi votare in abbinamento. Può anche non dirlo. Ma non si aspetti nulla dagli altri. Perché la delusione sarà enorme.

Il Cecchino