POZZUOLI – Se Cristo si è fermato a Eboli, Enzo Figliolia ancora una volta si è fermato alla Rotonda Cavani, alla Montagna spaccata e a Dazio. Nemmeno con la Mobilio il due volte sindaco di Pozzuoli ha sfondato i confini della città, confermando la sua poca abilità nel tessere rapporti e alleanze ma, soprattutto, nel creare i presupposti per la crescita altrui. Dopo 5 anni dalla candidatura di Elio Buono Figliolia, il suo territorialismo e il Pd hanno partorito per la candidata 3.569 voti (contro i 3.942 di Buono). E pensare che Giordana Mobilio era la candidata calata dall’alto, incensata da Sarracino e dai vertici puteolani del Pd che per lei hanno voltato le spalle alle soldatesse del circolo locale. Figliolia e Mobilio “non sono entrati” nè a Bacoli, nè a Quarto nè a Monte di Procida dove hanno raccolto appena 598 voti (217, 326 e 55) e venendo surclassati dalla candidata di Lello Topo (ormai diventato un incubo per Figliolia), quella Loredana Raia che ha fatto incetta di preferenze portandone a casa ben 1.997 (836 a Bacoli, 1.022 a Quarto, 119 a Monte di Procida). Un brutto segnale considerata la vicinanza amministrativa e politica.

UNA SCONFITTA ANNUNCIATA – Ma se Figliolia ha pagato per i suoi limiti (caratteriali e politici) dall’altra parte la Mobilio non ha dato quel valore aggiunto che ci si aspettava: oltre a una passeggiata in piazza e qualche tema toccato di qua e di là, la figlia dell’ex sindaco non ha lasciato il segno a Pozzuoli. Ride invece Gigi Manzoni, che ha portato in dote a Casillo gran parte dei 1.367 voti usciti dalle urne puteolane e confermando una grande abilità: quella di muovere voti anche quando non c’è da scrivere il proprio nome sulla scheda elettorale. Discreti i risultati raggiunti da Marciano (704 voti) sostenuto tra gli altri da Fenocchio e Della Corte; Daniele (620) che ha avuto il sostegno dell’assessore Ismeno, del consigliere di opposizione Raffaele Postiglione, di Morra e Visconti; e di Vincenza Amato (537 voti) sostenuta da Franco Cammino.

FLOP BOVE, MAIONE E LEGA – Non ce l’ha fatta nemmeno Pasquale Bove, uno dei candidati di punta di Italia Viva e ‘pezzo da 90’ dell’Asl che ha portato a casa 1.104 voti. Era sostenuto da una batteria di politici e imprenditori: su tutti il gruppo che fa capo al consigliere Salvatore Maione; il coordinatore locale del partito Fabio Costigliola, Michelangelo Luongo e l’impreditore Biagio Lubrano. Anche Maione, così come Figliolia, ha dimostrato di avere ormai poco appeal sugli elettori faticando a trasferire voti. Ulteriore smacco è arrivato da Tommaso Scotto di Minico che da solo ha ottenuto nella lista “Noi Campani” 724 voti, un terzo in meno rispetto a quanto “partorito” dall’intera alleanza che sosteneva Bove. Flop anche della Lega che ha ottenuto appena 917 voti, di cui solo 67 andati al coordinatore Mario Cutolo.

BENE PASTORE E M5S – Dall’altra parte sorride anche Gennaro Pastore che ha sostenuto l’assessore uscente Lucia Fortini e Diego Venanzoni (per loro a Pozzuoli rispettivamente 474 e 512 voti); mentre ha retto il Movimento 5 Stelle che ha ottenuto in città 4.817 portando in dote al candidato Stefanelli 1.265 preferenze.

NESSUN ELETTO – I Campi Flegrei anche questa volta non sono riusciti ad eleggere nessun candidato locale: a Pozzuoli oltre a Mobilio, Cutolo e Scotto di Minico non ce l’hanno fatta nemmeno Pasquale Giacobbe (1.210 con l’Udc), Gabriella Peluso (132 voti con Fratelli d’Italia), Procolo Artiaco (178 con Liberal Democratici), Alessandro Totaro (281 con Fare Democratico)