POZZUOLI – Per fronteggiare l’emergenza epidemiologica il DPCM del 4 marzo 2020 ha sospeso le attività didattiche in tutte le scuole d’Italia sino al prossimo 3 aprile, al fine di contrastare e contenere la diffusione del Coronavirus. La chiusura delle scuole rappresenta senza dubbio un momento di sbandamento per alcune famiglie italiane. Anche Pozzuoli vive il suo momento di difficoltà: problemi legati allo svolgimento della propria attività lavorativa; problemi legati alla difficoltà di gestire la didattica a distanza e di motivare i ragazzi a sperimentare nuove forme di studio; problemi legati alla difficoltà di far comprendere ai ragazzi di quanto sia indispensabile limitare la propria vita di relazione. Ma di cosa hanno veramente bisogno i nostri ragazzi? Siamo sicuri di conoscerli veramente? In questi giorni di convivenza forzata e prolungata la famiglia è chiamata a sperimentare i propri codici comunicativi, a metterli in discussione e riformularli laddove emergano delle carenze. Quando questo momento difficile sarà superato potremo suddividere la nostra esperienza di genitori in PRIMA e DOPO l’epidemia da COVID 19. Il blocco forzato di ogni forma di relazione è una condizione che mai nessuno avrebbe potuto immaginare.

PRIMA DEL CORONAVIRUS abbiamo vissuto in un’Italia no stop in tutti gli ambiti: supermercati H24, call center, locali aperti a tutte le ore. Ora che tutto è fermo vediamo i nostri ragazzi smarriti. C’è da farsi una domanda: ma tutto ciò non li avrà allontanati dalla vera essenza della vita? Recita un proverbio che “ogni impedimento è un giovamento”: ne usciremo con le ossa rotte sul piano economico, ma forse altamente migliorati su quello delle relazioni. Quale altra situazione avrebbe mai potuto indurci ad un esperimento sociale di questa portata? Fin da quando sono venuti al mondo abbiamo organizzato la vita di relazione dei nostri figli: scuola, sport, tempo libero, viaggi, siamo stati il motore della loro crescente e pressante esigenza di stare in compagnia dei propri coetanei. Come afferma lo psichiatra Raffaele Morelli, rinunciare alla socialità è faticoso “soprattutto per i giovani, a cui abbiamo insegnato che stare da soli è un disvalore. Ecco, questa è una grande occasione per riappropriarci di noi stessi, impegnarci in attività mentali che ignoravamo: scrivere, disegnare, piantare un seme, coltivare la pazienza».

DOPO IL CORONAVIRUS il mondo sarà indubbiamente un posto migliore. Un mondo dove saranno apprezzate le carezze, le passeggiate al parco, l’essenza del ritrovarsi e non più del sopportarsi. Dove l’abbraccio sarà un tesoro ritrovato, dove la scuola rappresenterà l’isola che non c’è. Pozzuoli, la nostra città, e il nostro quartiere saranno il paese esotico da sempre sognato, da rivivere in ogni vicolo, in ogni angolo. I genitori avranno imparato a conoscere di più i propri figli, a dialogare, a trascorre con loro del tempo. I ragazzi avranno consolidato l’essenza unica ed insostituibile della famiglia, avranno rallentato ed imparato ad aspettare. Il mondo ci attende, ammaccato, ma rinnovato. Facciamone tesoro.