QUARTO/POZZUOLI – E’ uscito dal carcere dopo quattordici anni di detenzione in regime di 41 bis Salvatore Cerrone, 58 anni, detto “Totore ‘o biondo”, boss di Quarto e Pozzuoli. Cerrone nei giorni scorsi è stato trasferito dal penitenziario de L’Aquila in una casa lavoro a Tolmezzo, in Friuli. Difeso dall’avvocato Luca Gili, il boss ha presentato istanza al Tribunale del Riesame per la revoca della pericolosità sociale che attualmente lo obbliga alla misura di sicurezza della casa lavoro: qualora il ricorso dovesse essere accolto, il boss ritornerebbe a piede libero.

LA SCARCERAZIONE – Arrestato nel 2008 in seguito a un decreto di fermo, Cerrone era stato condannato per due volte per associazione a delinquere di stampo mafioso in qualità di affiliato al clan Longobardi-Beneduce di Pozzuoli e come capo del gruppo criminale denominato “I compagni del Bivio” di Quarto. Le voci dell’imminente scarcerazione hanno alimentato fibrillazioni a Quarto e Monterusciello, dove sono in corso nuove alleanze e riposizionamenti ad opera di nuovi e vecchi affiliati, effetti collaterali della lunga serie di arresti, condanne e pentimenti che di recente hanno decimato i clan della zona.

ASSOLTO – Proprio con i boss Gaetano Beneduce, Gennaro Longobardi e il ras Nicola Palumbo “faccia abbuffata” che Salvatore Cerrone era stato condannato all’ergastolo in quanto ritenuto tra i mandanti ed esecutori del duplice omicidio dei boss Domenico Sebastiano e Raffaele Bellofiore consumato il 19 giugno del 1997 all’interno del Rione Toiano di Pozzuoli. La sentenza era stata confermata in Appello e poi ribaltata, nel luglio scorso, dalla Corte di Cassazione che ha assolto i quattro dando il via libera alla scarcerazione di Cerrone che nel frattempo aveva scontato anche una condanna a tre anni per diversi reati commessi all’interno del carcere.