POZZUOLI – Uno scheletro all’ingresso di Bob&Clare ad Arco Felice e lo slogan «Ci avete ridotto all’osso». E’ la protesta shock messa in atto da Giovanni Matarese, 42anni, titolare del pub-pizzeria e di un marchio conosciuto in tutta l’area flegrea e provincia di Napoli. Matarese, nato e cresciuto a Pozzuoli in una famiglia di operai, dopo l’apertura del primo locale nel 2007 ha dato vita a un’attività di franchising che gli ha consentito di aprire dieci punti vendita che oggi danno lavoro a sessanta persone. Posti di lavoro «E che ora sono in pericolo» tiene a precisare, sottolineando che il delivery e l’asporto di panini e pizze, uniche attività al momento consentite, non riescono a compensare nemmeno le spese di fitto

LA PAURA – «Non vedo futuro e le perdite dell’ultimo anno sono devastanti. Parliamo di oltre 600mila euro di incassi in meno a fronte di oltre 15mila euro mensili di fitti. Ora i nostri dipendenti sono in cassa integrazione ma alla riapertura i licenziamenti saranno inevitabili se non accade qualcosa». spiega l’imprenditore 42enne che 13 anni fa ha fondato il primo locale in via Miliscola ad Arco Felice, uno dei pub-pizzeria più in voga nell’area flegrea. «Oggi siamo tutti in ginocchio e questo scheletro rappresenta ciò che resta dell’economia, siamo stati ridotti all’osso con le tasse che ci stanno togliendo il sangue nonostante tutto. Personalmente non chiedo né aiuti né soldi ma solo la possibilità di ritornare a lavorare con i problemi e le difficoltà di tutti i giorni». Un grido d’allarme che accomuna tanti ristoratori messi in ginocchio da un anno di pandemia.