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Chiusura Montagna Spaccata, scatta la protesta: commercianti in strada

Chiusura Montagna Spaccata, scatta la protesta: commercianti in strada
  • Pubblicato2 Agosto 2017

POZZUOLI – Non si è fatta attendere la protesta in strada dei commercianti di via Campana, esasperati dopo la chiusura della Montagna Spaccata che oramai va avanti da oltre due settimane. Questa mattina i commercianti hanno fatto sentire la loro voce, non solo occupando pacificamente il tratto di strada, ma anche firmando un documento inviato poi al sindaco di Pozzuoli, di Quarto e alla Prefettura.

CI VORRANNO MESI – La decisione di interdire al traffico la Montagna Spaccata è stata presa dal primo cittadino puteolano Vincenzo Figliolia, vista la competenza territoriale sulla zona. Un’interdizione dovuta al pericolo di smottamenti e crolli, a seguito degli incendi che per giorni hanno arso la collina del Castagnaro. I lavori per la messa in sicurezza, però, potrebbero durare mesi ed interessano anche l’area di competenza della Marina Militare che una delle proprie basi proprio a ridosso del monte.

L’APPELLO ALLE AMMINISTRAZIONI – «Si tratta di un’arteria di collegamento fondamentale, con numerosissime attività commerciali che si sono trovate di punto in bianco isolate, e con incassi drasticamente ridotti – lamentano gli operatori della zona – che potrebbero portare alla chiusura delle stesse, con conseguente perdita di numerosi posti di lavoro e famiglie distrutte». I commercianti chiedono di fare presto e di non far passar altro tempo prezioso. In caso contrario «Saranno messi in opera tutti i mezzi necessari a far sì che la pubblica amministrazione si attivi per tutelare i propri cittadini ed i commercianti, che con tanti sacrifici, pagano tutte le imposte richieste, con la speranza di poter usufruire di servizi efficienti, tra cui certamente rientra il ripristino della viabilità in tempi brevi».

DIALOGO CON LA MARINA MILITARE – Al momento c’è una linea diretta stabilita tra via Tito Livio ed il Quartier generale della Marina Militare di Napoli. Ma a preoccupare sono ovviamente i tempi di inizio e di realizzazione dei lavori in una zona impervia e interessata anche dalla presenza di resti di epoca romana, sui quali ricade la competenza della Soprintendenza.