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Capitale dell’Arte, Bolsena batte Pozzuoli ma scoppia il caso «Tra i consiglieri c’è un consulente del Ministro Giuli»

Capitale dell’Arte, Bolsena batte Pozzuoli ma scoppia il caso «Tra i consiglieri c’è un consulente del Ministro Giuli»
  • Pubblicato15 Ottobre 2026

POZZUOLI – La designazione di Bolsena come Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 sta sollevando interrogativi e sospetti alla luce della presenza, tra i consiglieri comunali della città vincitrice, di uno stretto collaboratore del ministro della Cultura Alessandro Giuli e proprietario di un albergo di lusso nella stessa cittadina. A denunciare la vicenda è Matteo Hallissey, presidente nazionale di +Europa, che ha
evidenziato il ruolo di Francesco Cozza Caposavi Vesmile, indicato anche come consigliere del ministro della Cultura Alessandro
Giuli e proprietario dell’hotel. «Non mettiamo in discussione le bellezze artistiche di Bolsena, ma una coincidenza di ruoli
che merita chiarimenti. È legittimo domandarsi se tutte le città abbiano gareggiato ad armi pari e se siano state garantite le necessarie condizioni di imparzialità», dichiara Riccardo Volpe, consigliere comunale di Pozzuoli e membro della Segreteria Nazionale di Più Europa.
In una nota stampa, Più Europa Pozzuoli chiede al ministro Giuli di chiarire il ruolo ricoperto da Cozza Caposavi Vesmile all’interno del Ministero e di rendere pubblici i verbali della commissione, i punteggi assegnati alle città candidate e le eventuali verifiche sui conflitti di
interessi. «La cultura non può diventare terreno di sospetti e opacità istituzionali. Non accusiamo nessuno di aver commesso irregolarità, ma riteniamo indispensabile verificare che non vi siano state interferenze, dirette o indirette, nella procedura di selezione», si legge nella nota di
Più Europa Pozzuoli. «Pozzuoli ha partecipato a questa competizione con il proprio patrimonio culturale e le proprie ambizioni. Non chiediamo favoritismi, ma trasparenza e rispetto per tutte le città candidate. Se la selezione è avvenuta esclusivamente sulla base del merito, il Ministero non avrà alcuna difficoltà a dimostrarlo attraverso gli atti. La credibilità delle istituzioni passa anche da questo», conclude Volpe.