raffaello_biancoNAPOLI – Si sarebbe “auto-attestato” indennità e spese per un valore di 417mila euro durante il suo mandato pro-tempore di amministratore unico della Sepsa, società di trasporti ora inglobata nell’Ente Autonomo Volturno. E’ questa l’accusa mossa dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza nei confronti dell’avvocato Raffaello Bianco, indagato per peculato. Nei confronti dell’ex amministratore è stata avanzata la richiesta di giudizio immediato.

AUTO-ATTESTAZIONI NON TRASPARENTI – Secondo le fiamme gialle, Bianco avrebbe dunque depauperato le casse della Regione Campania con auto-attestazioni a dir poco non trasparenti durante gli anni che vanno dal 2005 al 2010. In particolare, dalle indagini condotte dai finanzieri e partite dalla segnalazione del subentrante amministratore unico dell’Eav, è emerso che Raffaello Bianco avrebbe segnato voci di spesa su fogli in bianco, da lui stesso firmati e con fatturazioni emesse nei confronti della società da lui amministrata senza alcuna indicazione circa la destinazione delle somme.

LE INDAGINI – Un modus operandi, invece, del tutto sconosciuto agli altri dirigenti della società che invece davano il via ad un’adeguata istruttoria per ogni spesa, puntualmente documentata e corredata di tutti i dati necessari. «Le indagini hanno rivelato, infatti, che l’avvocato Bianco attestata le proprie spettanze a titolo di diarie o di rimborsi spesa – spiegano il Procuratore Giovanni Colangelo e l’aggiunto Alfonso D’Avino – su un foglio bianco da lui stesso siglato o emettendo fattura nei confronti della società amministrata. In entrambi i casi, oltre a mancare i giustificativi di spesa, non veniva nemmeno indicata l’attività istituzionale cui afferivano le pretese indennità». La Guardia di Finanza ha dunque provveduto al sequestro “per equivalente” della somma di 417mila euro all’ex amministratore della Sepsa.