Campi Flegrei, il decreto resta fermo fino a settembre
POZZUOLI – Nei Campi Flegrei l’emergenza continua ogni giorno. Le famiglie fanno i conti con gli sgomberi, con le verifiche sugli edifici e con l’incertezza legata al futuro delle proprie abitazioni. Intanto però il decreto dedicato al territorio dovrà attendere la ripresa dei lavori parlamentari. Le Camere torneranno a riunirsi il 9 settembre e solo allora il provvedimento potrà riprendere il proprio percorso verso la conversione in legge.Dopo il terremoto del 31 luglio sono ancora migliaia le persone coinvolte nell’emergenza. C’è chi ha dovuto lasciare casa, chi vive in una sistemazione temporanea e chi attende di capire quali contributi potrà ricevere e soprattutto in quali tempi. Il decreto Campi Flegrei sarà uno dei provvedimenti che il Parlamento dovrà affrontare alla ripresa delle attività. Non sarà però l’unico. A settembre deputati e senatori si troveranno davanti numerosi dossier e diversi decreti da convertire in tempi rapidi.
LE PREOCCUPAZIONI – Ed è proprio questo uno degli elementi che alimenta le preoccupazioni. Per i Campi Flegrei non si tratta infatti di un normale provvedimento legislativo. Dietro quelle norme ci sono famiglie che aspettano risposte sulla propria casa. Ci sono cittadini che hanno bisogno di sapere se e quando potranno rientrare. Ci sono contributi da rendere realmente disponibili e interventi di messa in sicurezza che non possono seguire i tempi ordinari della politica. La conversione del decreto sarà inoltre il momento nel quale il Parlamento potrà intervenire sul testo con modifiche ed emendamenti. Sarà quindi una fase decisiva per capire se le misure già previste saranno considerate sufficienti oppure se arriveranno nuove risorse e nuove tutele.
L’EMERGENZA – Il punto resta però uno. L’emergenza nei Campi Flegrei non va in ferie. Mentre il Parlamento è fermo per ferie, sul territorio continuano gli sgomberi, le verifiche e l’assistenza alle famiglie. La vita di migliaia di persone resta sospesa e ogni giorno di attesa pesa molto più di quanto possa raccontare un calendario parlamentare. Per chi oggi è fuori dalla propria abitazione e non sa ancora quando potrà tornarci, il 9 settembre non è semplicemente una data. È un’attesa lunga quasi un mese.





























