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Campi Flegrei, dopo lo stop agli emendamenti il Governo annuncia un nuovo decreto decennale

Campi Flegrei, dopo lo stop agli emendamenti il Governo annuncia un nuovo decreto decennale
  • Pubblicato24 Settembre 2026

POZZUOLI – Dopo lo stop agli emendamenti sui Campi Flegrei arriva un nuovo annuncio da Palazzo Chigi. Il Governo sta preparando un decreto-legge specifico per l’area flegrea, con un orizzonte di dieci anni e con l’obiettivo dichiarato di passare dalla gestione dell’emergenza a una politica strutturale di prevenzione. L’annuncio arriva proprio mentre alla Camera prosegue l’iter del decreto-legge 144/2026, sul quale per oggi è prevista la questione di fiducia. Il provvedimento attualmente in Aula è quello sul quale, nelle commissioni parlamentari, non hanno trovato spazio le modifiche richieste per rafforzare gli interventi destinati al territorio flegreo.

Un nuovo decreto dopo le bocciature – A rendere più rilevante la novità è la precisazione arrivata direttamente da fonti di Palazzo Chigi: il nuovo decreto dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni, d’intesa con il presidente della Regione Campania Roberto Fico, e dovrebbe recuperare anche i contenuti degli emendamenti non trattati il giorno precedente dalla Commissione Bilancio della Camera per ragioni procedurali. In sostanza, mentre il DL 144 procede verso l’approvazione parlamentare senza buona parte delle modifiche richieste sui Campi Flegrei, il Governo annuncia un secondo provvedimento destinato esclusivamente al territorio. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha spiegato che l’obiettivo è mettere ordine tra le misure già esistenti e intervenire sugli aspetti che, secondo il Governo, non possono essere affrontati esclusivamente attraverso strumenti emergenziali.

Un piano di dieci anni – Il nuovo decreto dovrebbe poggiare su una serie di interventi strutturali.Il primo punto riguarda una , con una definizione più chiara dei poteri, delle responsabilità e della catena decisionale.Un altro capitolo dovrebbe essere dedicato alla à degli edifici pubblici e privati, attraverso un programma pluriennale, insieme alla riparazione degli immobili dichiarati inagibili dopo gli eventi sismici.Dovrebbero inoltre essere previste procedure accelerate per infrastrutture strategiche e vie di fuga, cercando di superare la frammentazione delle competenze tra enti diversi.

Delocalizzazione volontaria e stop all’aumento del carico abitativo – Tra i temi indicati da Musumeci c’è anche la rigenerazione urbanistica, con l’obiettivo di impedire un ulteriore aumento del carico abitativo nell’area. Particolarmente significativo è il riferimento alla possibilità di una per gli immobili più vulnerabili o collocati nelle aree considerate a maggiore rischio.Nel programma indicato dal ministro rientra anche la demolizione e ricostruzione degli immobili di edilizia pubblica situati nelle vicinanze della Solfatara.

Fondo pluriennale e informazione permanente – Il nuovo provvedimento dovrebbe prevedere anche un fondo dedicato con durata pluriennale.Accanto agli interventi materiali viene annunciato un piano permanente di informazione e formazione rivolto alla popolazione, alle scuole, alle imprese, alle strutture sanitarie e alle persone fragili.La linea indicata da Musumeci è quella di costruire un provvedimento che abbia come principio centrale la prevenzione e non soltanto la risposta alle singole emergenze.

Il paradosso delle stesse ore – La novità arriva però in un momento parlamentare particolare. Mentre Palazzo Chigi annuncia un nuovo decreto ad hoc che dovrebbe recuperare anche alcune delle proposte rimaste fuori dal confronto in Commissione, , il decreto attualmente in conversione. Il calendario dei lavori della Camera per il 24 settembre prevede infatti dichiarazioni di voto e votazione per appello nominale sulla fiducia. A questo punto saranno soprattutto tre gli elementi da verificare: quali degli emendamenti rimasti fuori dal DL 144 verranno effettivamente recuperati, quali risorse saranno stanziate nel nuovo fondo pluriennale e in quanto tempo il nuovo decreto arriverà davvero in Consiglio dei ministri.L’annuncio apre quindi una nuova fase, ma per il territorio la differenza sarà determinata dal testo definitivo, dalle risorse e dai tempi concreti di attuazione.