POZZUOLI – «Esprimo, insieme ai familiari delle vittime innocenti della criminalità, sdegno e indignazione. Il beneficio del vitalizio riservato alle vittime di camorra a moglie e suocera di un affiliato al clan Gionta è uno schiaffo alla memoria dei nostri cari e al loro sacrificio. Ed è reso ancora più violento dal fatto che tanti innocenti, che realmente avrebbero diritto al vitalizio previsto dalla legge, incontrano sul loro cammino ostacoli burocratici insormontabili, che rendono impossibile il godimento dello stesso.» E’ la dura condanna della presidente del “Coordinamento campano familiari delle vittime innocenti”, la puteolana Carmen Del Core.

LA CONDANNA – «Ma noi non ci arrendiamo, -prosegue Del Core – anche se in situazioni come questa la tentazione di cedere sarebbe naturale. Continueremo a portare avanti il nostro impegno per una reale tutela giuridica di tutte le vittime innocenti della violenza criminale e per far sentire la nostra voce, che deve essere più forte degli spari dei clan. Con l’auspicio, che per lo Stato, in tutte le sue diramazioni, deve essere un obbligo morale, che un caso assurdo e inspiegabile come questo non si ripeta mai più.»