BACOLI – All’ingresso c’è un giovane che si avvicina ad ogni auto che accede al porto. Allunga il braccio e mimando un il segno dell’Alt chiede «Devi parcheggiare? Dove devi andare?». Pochi metri più avanti ci sono altri due uomini che fanno dei cenni e indicano i pochi spazi in doppia fila che sono rimasti ancora disponibili. Sono almeno tre i parcheggiatori abusivi che di venerdì sera, mentre Bacoli festeggia Sant’Anna, controllano ogni angolo del porto di Baia. Non c’è spazio che sfugga al loro controllo: aree a strisce blu a pagamento, quelle riservate e perfino gli angoli di strada dove la segnaletica indica il divieto di sosta.

I NUMERI – Vengono risparmiati solo i posti davanti agli uffici della Capitaneria e della Tenenza della Finanza. Il resto è tutto loro. Le auto sulle strisce blu davanti ai locali e sul lato mare vengono contrassegnate da un numero da 1 a 90: uno viene messo sul parabrezza, l’altro viene consegnato al proprietario. I numeri servono per rendicontare gli incassi e rendere rintracciabile l’automobilista. Si va avanti così, fino a notte fonda. E il tranquillo e suggestivo porticciolo di Baia è nelle mani dei parcheggiatori abusivi.