bacoli libera logoBACOLI – La città di Bacoli, stamane, si è svegliata così: inondata di manifesti a firma dell’ex gruppo consiliare “Bacoli Libera”. I 5 “dissidenti” che insieme con il centrodestra, lo scorso 4 luglio decretarono la scioglimento anticipato del Consiglio Comunale hanno deciso di chiarire i motivi di una scelta, ovverosia quella di firmare le proprie dimissioni, ancora una volta, non attraverso un incontro pubblico, bensì tappezzando il paese di volantini.

bacoli liberaIL MANIFESTO – Sarebbe l’ex capo dell’Esecutivo bacolese, Josi Gerardo Della Ragione, a loro dire, il primo “imputato” del disastro di questa stagione politica. «Con questo comunicato intendiamo chiarire ai cittadini di Bacoli le motivazioni che ci hanno spinti a presentare le nostre dimissioni da una gestione dispotica e personalistica dell’ormai ex sindaco, responsabile di: aver confermato tutte le figure chiave della precedente amministrazione, anche quelle più discusse e denunciate nel corso della campagna elettorale, cercando di allontanare, al contempo, dipendenti onesti con infondate e pretestuose azioni disciplinari – si legge nei manifesti affissi in città – Aver fatto scelte gravemente dannose per la Città affidando questioni di rilievo a personaggi palesemente inadeguati e discussi, come nel caso del Centro Ittico Campano, per il quale è stato scelto come liquidatore proprio colui che, da amministratore, ha portato lo stesso al collasso; non aver pubblicato in modo trasparente alla Città di Bacoli il bilancio per l’organizzazione della festa patronale di S. Anna».

bacoli libera manifesto“FREQUENTAZIONI CON PERSONAGGI DISCUTIBILI” – Attraverso un lungo j’accuse gli ex fedelissimi insinuano il germe del dubbio su più fronti. Della Ragione è infatti criticato altresì per «aver mostrato la ripetuta propensione a frequentare personaggi decisamente discutibili; aver privato le casse del Comune di redditi significativi rinunciando ingiustificatamente alla riscossione di importanti crediti vantati dal Cic, aumentando al contempo la pressione tributaria sui cittadini; aver tentato in tutti i modi di ostacolare i consiglieri nel doveroso esercizio delle proprie funzioni impedendo o rendendo molto difficile l’accesso ai documenti; aver risposto alle richieste di chiarimento con un atteggiamento sempre più violento ed offensivo verso il Consiglio comunale e la Città; essersi pubblicamente ed indegnamente rifiutato di attuare regolari delibere, sulla questione Ztl nel Centro Storico e per il Piano Traffico Estivo, e di andare incontro ad una parte della Città che chiedeva aiuto, mettendo i cittadini gli uni contro gli altri e dimostrando una mancanza di programmazione, competenza e conoscenza delle norme da rispettare per la creazione di un centro commerciale a cielo aperto; aver scaricato sempre su terzi responsabilità della propria incompetenza nella logica di incolpare altri dei suoi errori delle proprie insufficienze, con attacchi indiscriminati anche alla Polizia Municipale, atteggiandosi però, sempre a vittima di immaginari “poteri forti” (mai denunciati realmente e chiaramente); aver sempre rifiutato un confronto costruttivo che ci permettesse di andare avanti uniti ed insieme nel rispetto del patto stabilito con i cittadini con il programma di governo e per il bene della Città».


“SINDACO VITTIMA DI IMMAGINARI POTERI FORTI”
– «Quando la misura è stata colma – concludono Dario Perreca, Valentina De Cicco, Alessandro Radice, Alessandro Capuano e Antonio Carannante – quando abbiamo accertato che, dopo infiniti tentativi di riconsolidamento, anche l’ultimo baluardo di democrazia aveva cessato di esistere, non abbiamo potuto che porre fine a questa esperienza amministrativa, anche a costo di condividere l’ultimo atto con alcuni consiglieri dell’opposizione. Le accuse di tradimento sono solo l’ennesimo maldestro tentativo di nascondere il pericoloso vuoto sul quale si reggeva questa esperienza di gestione della cosa pubblica. Abbiamo preferito accettare un’amara verità che crogiolarci nell’illusione di questa finta primavera. Bacoli merita di meglio e saranno i cittadini a deciderlo».