Una parte della marijuana rinvenuta nella Grotta dello Scalandrone e pronta per la cessione

BACOLI – Un sito archeologico trasformato in un nascondiglio per la droga. E’ quanto è stato scoperto nella città di Bacoli dai finanzieri della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Oscar Samuele Olivieri e coordinati dal tenente colonnello Antonio Vernillo, comandante del Gruppo di Giugliano in Campania nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. Le fiamme gialle hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di A.L.S.M, 46enne e di A.V., 33enne, entrambi residenti a Bacoli per produzione e spaccio illegale di sostanza stupefacente. Le attività investigative hanno preso inizio ad agosto scorso quando, a seguito del rinvenimento di una coltivazione di marijuana a Giugliano, fu arrestata una persona collegata agli indagati colpiti dall’attuale misura.

LA PIANTAGIONE – Dalle indagini è emerso che il 46enne e il 33enne hanno realizzato a Bacoli, all’interno del sito archeologico denominato ‘Grotta di Scalandrone’, una serra per la coltivazione di marijuana. Alla piantagione, ubicata in una posizione defilata e sottostante al piano di campagna, dotata di tutte le più sofisticate apparecchiature, tra cui un sistema di irrigazione, necessarie per la coltivazione intensiva delle piante di canapa indiana e la produzione a ciclo continuo della sostanza stupefacente, si accede tramite un cunicolo posto a lato della strada provinciale che prende proprio il nome dell’antica galleria utilizzata in epoca romana come ramo secondario dell’acquedotto di Serino.