di Manuela L. Cuccurese

Il sequestro effettuato dalla Guardia Costiera
Il sequestro effettuato dalla Guardia Costiera

BACOLI – Dopo un’estate impegnativa resta alta l’attenzione della Guardia Costiera in materia di vigilanza per la sicurezza della navigazione e per la tutela ambientale. Nel mirino delle operazioni dell’Ufficio Locamare di Baia sono finiti, nel pomeriggio del 18 settembre, gravi illeciti legati alla pesca illegale. Nell’operazione condotta dal Comandante Antonio Visone gli uomini della Capitaneria di Porto, allertati da un subacqueo accreditato dalla Soprintendenza, hanno provveduto al sequestro penale, con comunicazione di reato alla Procura della Repubblica, di 161 nasse adagiate sul fondale marino all’interno della Zona A dell’Area Marina Protetta di Baia, l’area di “riserva integrale” del Parco Sommerso che si estende ai piedi di Punta Epitaffio, la più delicata e tutelata. Infatti era stata completata da circa un mese l’installazione di un servizio di videosorveglianza, le cui immagini saranno collegate direttamente alla Sala Operativa del Nucleo dei Carabinieri ed ovviamente della Guardia Costiera, e che sarà subito operativo.

 

Il cartello di sequestro
Il cartello di sequestro

CACCIA AGLI AUTORI – Dunque i responsabili hanno probabilmente agito in una breve finestra di tempo approfittando della non ancora definitiva messa in funzione delle telecamere – un vantaggio di cui più nessuno potrà godere in futuro – o entrando nell’area protetta in immersione direttamente dall’esterno. Inoltre a seguito del sequestro è emerso anche che l’ingente quantità di nasse era tenuta sul fondo da diversi accumulatori di auto (batterie), con disprezzo totale verso l’ambiente marino. Con questa operazione, giunta al termine di un’estate fatta di decine di interventi penali e amministravi, la Capitaneria di Porto spera di aver dato un duro colpo al fenomeno della pesca illegale e un segnale preciso a chi si rende protagonista di gesti di totale irresponsabilità nei confronti del proprio stesso territorio, ribadendo che da oggi l’Area Marina Protetta di Baia sarà ancor più presidiata di prima con ogni mezzo disponibile e la massima severità nell’applicazione delle norme.