POZZUOLI – La Corte d’Assise di Trieste ha assolto Alejandro Augusto Stephan Meran, il 31enne domenicano che il 4 ottobre del 2019 uccise i poliziotti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego negli uffici della Questura triestina. L’uomo è stato ritenuto non imputabile e nei suoi confronti è stata applicata una misura di sicurezza detentiva del ricovero in una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) per la durata minima di 30 anni. «

LA DENUNCIA – «Dopo quanto accaduto ancora ci chiediamo come sia stato possibile che quella persona fosse a piede libero dopo che, nel 2018, aveva subito un ricovero psichiatrico in Germania per aver sfondato una barriera dell’aeroporto di Monaco di Baviera ed essere salito a bordo di un aereo chiedendo di arrivare in Brasile. È evidente che questa persona fosse un soggetto pericoloso ancora prima di arrivare in Italia e pertanto riteniamo assurdo che abbia potuto attraversare il confine senza nessuna difficoltà. Questo errore ha portato alla morte di due agenti di Polizia e i responsabili dovranno essere individuati e giudicati da un tribunale, affinché Pierluigi e Matteo possano finalmente avere giustizia.» Così Francesco Emilio Borrelli, Consigliere Regionale di Europa Verde.

IL DRAMMA – All’appello del Consigliere si è unito Pasquale Rotta, padre di Pierluigi, che ha affermato: «Davvero non si capisce come sia possibile che l’omicida di mio figlio non fosse segnalato in alcuna maniera. Quando si trovavano in Questura lo hanno trattato come una persona qualsiasi senza prendere alcun tipo di precauzione, poi è accaduto quello che tutti sappiamo. Non sappiamo di chi sia la colpa di questa mancata segnalazione, ma è evidente che il sistema informativo europeo Schengen non funziona. Con questa sentenza si è persa l’ennesima occasione per dimostrare che la giustizia c’è ed è al fianco dei cittadini. Dopo quest’assoluzione con quale spirito un agente scende in strada? È chiaro che in questo modo non ci sentiamo tutelati e questa decisione ha avuto delle ricadute pesanti su un’intera comunità».