POZZUOLI – Oltre cento cittadini flegrei hanno lanciato un appello per la valorizzazione vera e piena del Rione Terra. Sul tema i promotori hanno pubblicato sui social il testo ed un primo elenco di oltre cento firmatari fra cui si notano i nomi di intellettuali, artisti e politici della zona. Il documento solleva alcune questioni ed avanza una proposta: lamenta che la scelta di dare in concessione Rione Terra sia stata adottata senza un coinvolgimento della città e delle sue organizzazioni culturali ed imprenditoriali. Avanza anche la preoccupazione che la concessione, fatta nei termini previsti nell’apposita determina, possa finire in una privatizzazione di fatto, che poco gioverebbe alla città ed alle casse comunali. Propone, in definitiva, un ampio confronto sul tema per definire un progetto di valorizzazione del Rione Terra che sia adeguato al prestigio e alla valenza storico culturale del sito, che coinvolga le grandi istituzioni culturali napoletane, campane ed europee in modo da prefigurare, per il sito, un destino produttivo ed occupazionale caratterizzato da un significativo rilievo culturale ed internazionale.

IL TESTO DELL’APPELLO –Rione Terra incarna “il Genius loci” della città, evoca la presenza di Annibale in Campania e, con il suo svuotamento, testimonia la drammatica originalità del sottosuolo flegreo. -si legge nel testo che accompagna la raccolta firme- Non vi è dubbio che anche Rione Terra, come l’intero patrimonio archeologico e culturale flegreo, debba costituire un’attiva risorsa culturale, sociale, economica ed occupazionale. In discussione, dunque, non è un simile obiettivo, ma come lo si persegue. Su questo piano, la determina, che definisce la cornice della “concessione” di Rione Terra, suscita forti perplessità: 1) Si sceglie il destino di Rione Terra e, con esso, quello di Pozzuoli e dei Campi Flegrei, senza alcun confronto con i puteolani e con le loro rappresentanze culturali e produttive; 2) Non viene costruita alcuna progettualità specifica intorno al destino di Rione Terra che, per le sue caratteristiche peculiari, necessita di una valorizzazione che non può essere ridotta ad un asettico progetto di accoglienza turistica e commerciale. Riempire Rione Terra unicamente di alberghi e negozi significa condannarlo ad un generico turismo che contraddice sia la valenza storico-culturale del sito, sia le attuali tendenze del turismo concepito sempre più come esperienza culturale che come mobilità delle persone; 3) La determina non riserva alla città e, per essa, al Comune alcun momento di verifica sull’attività del concessionario al quale peraltro vengono dati solo indirizzi generici; 4) Un concessionario unico, senza vincolanti indicazioni di turismo culturale, senza momenti di verifica, con un diritto di prelazione sulle altre aree da affidare senza alcun esame dell’attività svolta, fa temere che si finisca, di fatto, in una di quelle privatizzazioni che, già in troppi casi, sono state fonte di grandi profitti per i concessionari, ma di nessun vantaggio per le città e le finanze comunali. In sostanza, la determina tratta Rione Terra come un qualunque patrimonio immobiliare e non valorizza il suo essere il luogo di nascita di Puteoli, l’incarnato delle sue storie, da Dicearchia all’iconografia del Gran Tour, né coglie l’occasione per rilanciare le caratteristiche che hanno portato Pozzuoli e l’area Flegrea all’attenzione internazionale: l’eccezionale situazione geologica; l’importantissimo patrimonio archeologico. E la valorizzazione turistica di questi aspetti necessita di un’adeguata promozione e di una consapevole gestione che deve sapersi coordinare con le iniziative culturali del territorio, con le più avanzate esperienze di rigenerazione urbana e sociale, con gli hub creativi internazionali e con le università nazionali e straniere. Si tratta, cioè, di costruire, intorno alla città, ed anche intorno ai Campi Flegrei, un movimento internazionale su cui poggiare infrastrutture e servizi di qualità, reti di accoglienza, di ospitalità, di tempo libero e di produzione culturale, di livello europeo che portano occasioni di lavoro qualificato, esteso ed articolato su diversi settori evitando, così, che le uniche possibilità occupazionali diventino, per i giovani puteolani, l’impiego in alberghi e ristoranti. Rione Terra ha tutte le caratteristiche per essere motore di processi di questo tipo. Perciò riteniamo che debba essere in primo luogo l’Ente Locale a definire come valorizzare le potenzialità dei luoghi, promuovendo -insieme alla comunità- un serio progetto di sviluppo di Rione Terra per poi scegliere il soggetto attuatore che, comunque, sarebbe auspicabile fosse una fondazione culturale e turistica formata da autorevoli soggetti pubblici e privati. Dunque crediamo che i cittadini abbiano il diritto di essere protagonista di queste scelte prima che Rione Terra sia utilizzato come un insieme immobiliare concesso a basso costo.”