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“Il sole dentro di me” di Giusy Ercole

di Violetta Luongo
MONTE DI PROCIDA –
Anche da Monte di Procida si omaggia Pino Daniele, il grande bluesman scomparso improvvisamente lo scorso 4 gennaio. Un’opera dell’artista figurativa montese, Giusy Ercole, è infatti in mostra, fino al 19 luglio, al Palazzo delle Arti di Napoli (via dei Mille, 60) in occasione di Rock5!, la grande mostra internazionale della musica che il Pan ospita ogni anno e che quest’anno ha voluto dedicare una sezione speciale al suo “lazzaro felice”.

IL SOLE DENTRO DI ME – Il titolo dell’opera della Ercole è “Il sole dentro di me” che, prendendo spunto dalla canzone di Daniele, vuole anche esprimere uno stato d’animo della pittrice: «La canzone è legata ad un periodo particolare della mia vita, dipinsi l’opera poco dopo la sua morte che mi ha toccato profondamente, mi sono sentita mancare di qualcosa, come se avessi perso un amico. La sua musica mi ha accompagnato in tutte le fasi della mia esistenza». Un’opera ad acrilico e olio, una pittura cangiante che cambia colore a seconda da dove la si guardi, «La mia pittura è emozionale non razionale, sennò sarebbe pura descrizione», conclude l’artista.

LA VITA DI PINO IN MOSTRA – Pino!, una delle più grandi mostre mai realizzate a livello mondiale sull’artista partenopeo. Fu proprio Pino Daniele, nel novembre del 2010, a suggerire agli ideatori e organizzatori della mostra ROCK! Michelangelo Iossa e Carmine Aymone, il nome all’area dedicata al sound partenopeo: “Napoli strizza l’occhio al Rock!”. Il ‘mascalzone latino’ affermò: «Napoli è una città blues, un città rock. Napoli trasforma la sua cultura attraverso i suoi figli: molti artisti della mia generazione come James Senese, Mario Musella, i Napoli Centrale assorbirono la cultura angloamericana fondendola con le proprie radici. Napoli da sempre strizza l’occhio al rock e al blues!».

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Le chitarre di Pino in mostra

LE SUE CHITARRE E CENTINAIA DI OGGETTI – In esposizione alcune chitarre utilizzate dal cantautore partenopeo, tra le quali: la Gibson Super 400 CES apparsa sulla copertina di “Un Uomo in Blues”, la chitarra “Luis Panormo” della seconda metà dell’800 immortalata sulla copertina di “Mascalzone Latino”, l’acustica Eko adottata da Pino per la session fotografica del suo primo singolo “Che Calore!”, e la rara Fender ZAI – Zona Agricola Industriale n. 19 (in omaggio al suo giorno di nascita, 19 marzo 1955).  Centinaia di oggetti tra cui dischi in vinile, CD, audiocassette, locandine e pass di concerti, manifesti, memorabilia, schede, libri, gallery fotografiche, articoli di giornali, proiezioni di filmati, ascolti guidati, colonne sonore, videocassette si racconterà la storia di colui che ha riscritto le coordinate della musica d’autore in Italia e del blues mediterraneo.

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