LICOLA – «Mamma non ce la faccio più, te lo devo dire però non ti arrabbiare, babbo mi tocca nelle parti intime» furono queste parole, pronunciate dalla più piccola delle figlie di un imprenditore di Licola, a far uscire fuori una storia agghiacciante che venerdì, dopo 7 anni, è arrivata all’epilogo finale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 10 anni di carcere per l’uomo, ritenuto responsabile da tre gradi di giustizia di abusi sessuali nei confronti delle due figliolette che all’epoca dei fatti avevano 9 e 13 anni. L’uomo, 47 anni, imprenditore di Licola di Giugliano, da due anni si trova agli arresti domiciliari nella casa dell’anziana madre, nel luogo dove tra la fine del 2013 e l’inizio del 2017 sono avvenuti gli abusi.

L’INCUBO DELLA DOMENICA – Le violenze avvenivano la domenica quando il 47enne, dopo la separazione dalla moglie, incontrava le figlie. Dopo aver pranzato, portava nella sua stanza da letto e abusava sessualmente di una delle due, mentre l’altra rimaneva nel salone a guardare la tv e la nonna dormiva. Abusi che hanno riguardato maggiormente la bambina di nove anni, che al contrario della sorella più grande non disertava gli appuntamenti con il padre. E fu proprio lei, dopo aver trascorso alcuni pomeriggi con l’uomo durante le festività per il Carnevale, a raccontare quell’incubo tra le lacrime “Mamma non ce la faccio più, te lo devo dire però non ti arrabbiare. Mamma, babbo mi tocca nelle parti intime”. I segni degli abusi sessuali emersero durante le visite ginecologiche, in particolare sulla più piccola furono riscontrate “lesioni da manipolazione violenta”.

L’ARRESTO E LA CONDANNA – Dopo le denunce di Giusy, la madre delle bambine, nel marzo del 2018 l’uomo fu arrestato dai carabinieri di Pianura. Ad incastrarlo le indagini supportate dai racconti delle vittime. Le bambine furono sentite presso gli uffici della Procura con l’assistenza di una psicologa, aggiungendo particolari inquietanti alla storia e, al fine di verificare la genuinità del loro racconto, furono sottoposte a una consulenza psicologica che confermò la loro attendibilità e la loro idoneità a rendere testimonianza. Ad assistere madre e figlie l’avvocato Francesco Benetello e l’associazione antiviolenza “Maddalena” di Napoli che si è costituita parte civile. Il 47enne l’8 maggio del 2019 fu condannato in I grado a 10 anni di carcere (il Pm ne chiese 12), pena poi confermata a gennaio scorso dalla Corte di Appello di Napoli. Fino all’epilogo di venerdì scorso.