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Il padre del tifoso ridotto in fin di vita a Pozzuoli «Sono bestie, non li perdono»

Il padre del tifoso ridotto in fin di vita a Pozzuoli «Sono bestie, non li perdono»
  • Pubblicato27 Ottobre 2026

POZZUOLI – Massimo Spedaliere non perdona il giovane che ha ridotto in fin di vita il figlio. «Dopo aver visto quelle immagini non posso più perdonarli. Non è stato uno scontro uno contro uno, ma cinque contro uno. Hanno agito come bestie, sembravano le bestie di Satana». Non usa mezze parole Massimo per condannare gli ultrà della Puteolana che hanno colpito Mario, 34 anni, padre di due figli con un terzo in arrivo. Questa mattina, dopo aver appreso la notizia dell’operazione condotta dai poliziotti del commissariato di Pozzuoli (diretti dal vicequestore Raffaele Esposito) e dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli (coordinati dal capitano Raffaele Castanò) i suoi sentimenti sono stati contrastanti: da una parte la soddisfazione per gli arresti, dall’altra la delusione nel vedere il 19enne che ha colpito il figlio agli arresti domiciliari. «Io mi sento un pò risollevato perché credo nella giustizia. Adesso vediamo cosa succede.» ha detto all’esterno del reparto di rianimazione del Santa Maria delle Grazie dove da lunedì pomeriggio il figlio Mario sta lottando contro la morte «Allo stesso tempo però dico che non è giusto che il 19enne arrestato non sia andato in carcere perché ha delle patologie. Se davvero è malato cosa ci faceva per strada? Armato di mazza da baseball? Se ha sbagliato deve pagare, a prescindere da quello che tiene, altrimenti devono pagano i genitori per lui».

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