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POZZUOLI/ Villani (Pd) spodesta Manzoni «La sua candidatura a sindaco non è automatica»

POZZUOLI/ Villani (Pd) spodesta Manzoni «La sua candidatura a sindaco non è automatica»
  • Pubblicato16 Luglio 2026

POZZUOLI – Un metodo che ha mostrato “limiti evidenti” e che va cambiato, l’esclusione del partito da passaggi politici, il sostegno del PD all’attuale governo della città con un futuro del centrosinistra ancora da costruire, un campo largo non ancora rappresentato dalla maggioranza e la candidatura a sindaco di Manzoni tutt’altro che scontata. Sono questi i punti toccati dal consigliere del Pd Antonio Villani che apre una nuova crepa all’interno del partito, poche ore dopo l’uscita del documento del direttivo cittadino che lanciava i dem come prima forza alla guida del governo della città.

IL POST – “Facciamo chiarezza. Quanto deciso dal Direttivo del Partito Democratico rappresenta una scelta che rispetto anche se non sono del tutto d’accordo. – ha scritto Villani in un lungo post – Ma sarebbe un grave errore politico leggere quella decisione come la chiusura della riflessione che si è aperta nelle ultime settimane. Le ragioni che hanno portato il Partito Democratico ad avviare una verifica politica restano tutte sul tavolo.  Le tensioni vissute nella maggioranza non sono state un incidente di percorso, ma il sintomo di un metodo che ha mostrato limiti evidenti e che oggi deve necessariamente cambiare. In più occasioni il Partito Democratico è stato escluso da passaggi politici rilevanti. Su alcuni documenti aveva espresso con chiarezza la propria indisponibilità e, nonostante ciò, si è scelto ugualmente di procedere. Non è una questione di orgoglio o di rapporti di forza. È una questione di rispetto politico. Una coalizione cresce solo se tutte le forze che la compongono partecipano realmente alla costruzione delle scelte. Per questo il sostegno espresso dal Direttivo non può essere interpretato come una delega in bianco.  Il Partito Democratico ha deciso di continuare a garantire stabilità amministrativa. Ma proprio per questo pretende un cambio di passo; più collegialità, più condivisione, più confronto politico e il pieno riconoscimento del ruolo del PD come principale forza del centrosinistra. C’è però una riflessione ancora più importante che dobbiamo affrontare. Il sostegno all’amministrazione riguarda il presente. La costruzione del futuro del centrosinistra è un’altra partita e deve iniziare adesso. Il nostro orizzonte politico non può che essere il campo largo.  Una coalizione capace di mettere insieme tutte le forze progressiste, riformiste, civiche e moderate che condividono un progetto di governo per Pozzuoli. È questa la sfida che il Partito Democratico deve assumersi. Oggi, però, è evidente che quel campo largo non è ancora rappresentato dall’attuale maggioranza. Gli equilibri che sostengono oggi l’amministrazione non coincidono con il perimetro politico di cui il centrosinistra avrà bisogno per vincere e governare la città nei prossimi anni. Per questo il lavoro del Partito Democratico deve andare oltre la gestione dell’attuale esperienza amministrativa e aprirsi fin da subito alla costruzione di una coalizione più ampia, più inclusiva e più autorevole. In questo percorso il PD dovrà essere il motore del progetto. Non per rivendicare primati ma perché è la forza politica che ha il dovere di costruire sintesi, tenere insieme culture diverse e offrire una prospettiva credibile di governo. È proprio per questa ragione che ritengo profondamente sbagliato immaginare che il sostegno espresso oggi dal Partito Democratico possa trasformarsi automaticamente in una conferma della guida politica per la prossima legislatura. Le prossime elezioni rappresenteranno l’apertura di una fase completamente nuova e richiederanno un progetto politico nuovo. Nessuna candidatura può essere considerata un diritto acquisito o la naturale prosecuzione dell’attuale esperienza amministrativa. Se Luigi Manzoni riterrà di avanzare la propria candidatura sarà naturalmente libero di farlo ma sarà una proposta politica come tutte le altre. Non esistono investiture preventive né automatismi. Saranno il Partito Democratico e l’intero campo largo a individuare la personalità più autorevole, più inclusiva e più capace di costruire una coalizione larga e competitiva. La scelta del candidato sindaco dovrà rispondere a una sola domanda; chi è oggi la persona più capace di unire il centrosinistra, allargarne i confini e guidare Pozzuoli nei prossimi cinque anni? È da questa risposta, e non dalla semplice continuità amministrativa, che dovrà nascere la proposta politica del Partito Democratico. Adesso è il momento di dimostrare anche coraggio politico.  Perché governare il presente è importante, ma costruire il futuro del centrosinistra lo è ancora di più. E quel futuro dovrà essere il frutto di un confronto aperto, senza rendite di posizione, senza automatismi e senza candidati già decisi. Solo così il Partito Democratico potrà essere davvero il perno del nuovo campo largo e offrire a Pozzuoli una prospettiva di governo più ampia, più forte e più credibile.”

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