Close
In Evidenza Pozzuoli

POZZUOLI/ Estorsione ai parcheggi in via Campana: ridotta la pena per Di Roberto junior

POZZUOLI/ Estorsione ai parcheggi in via Campana: ridotta la pena per Di Roberto junior
  • Pubblicato6 Luglio 2026

POZZUOLI – Dopo aver ottenuto l’annullamento della condanna a 3 anni e 4 mesi dalla Cassazione, arriva ora lo sconto di pena per Cristian Di Roberto, 27enne accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dei titolari dei parcheggi di via Campana. Durante l’appello bis, svolto davanti alla T erza Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli a cui avevano rinviato la decisione gli ermellini, Di Roberto –  difeso dall’avvocato Luca Gili – ha ottenuto una pena finale pari a 2 anni e 10 mesi di reclusione.

LA VICENDA – Cristian è il figlio di Raffaele Di Roberto detto “o russ”, storico braccio destro del boss di Quarto Salvatore Cerrone, prima pentitosi e poi morto in carcere due anni fa proprio dopo l’arresto dei suoi due figli. Entrambi furono accusati di chiedere il pizzo ai parcheggi abusivi all’esterno delle discoteche di via Campana, mentre quelli privati erano costretti a versare loro una quota o addirittura a chiudere se “non si mettevano a posto”. I due agivano per conto de “gli amici del Bivio” di Quarto, il clan di Cerrone. Business da oltre 2.500 a notte per ogni parcheggio e che negli anni ha scatenato guerre tra i vari gruppi di camorra a colpi di aggressioni, raid incendiari e gambizzazioni. Uno degli ultimi episodi, raccontato dai pentiti, vide il gruppo capeggiato dall’attuale pentito Silvio De Luca dichiarare guerra ai quartesi che “non dovevano più prendere i soldi dei locali di via Campana”: in un’occasione De Luca, dopo aver avvisato il gruppo di camorra dei “Toianesi”, mandò due emissari a cercare il fratello di Cerrone, Antonio detto “sferravecchia”, per intimare a lui e ai suoi di lasciare Pozzuoli, ma la spedizione non ebbe successo.

LA DENUNCIA – Ed è in questo scenario che il gruppo di Cerrone tentò di mettere le mani anche su un parcheggio privato che sorge accanto alla discoteca “Brass” in via Campana. Nel mirino finì il titolare 91enne “reo” di non aver ricevuto il «nulla osta» da parte del clan in quanto “non si era messo a posto”. In un’occasione l’anziano fu colpito con pugni alla testa e minacciato con una pistola puntata al viso, mentre in altre circostanze gli uomini del clan gli impedivano di lavorare dirottando le auto dei suoi clienti verso i parcheggi abusivi gestiti dai Cerrone. Episodi che l’anziano denunciò ai carabinieri facendo scattare l’arresto dei fratelli Antonio e Cristian Di Roberto, rispettivamente di 29 e 26 anni e del 29enne Alfredo Ciotola.