Close
Bacoli In Evidenza

«Le aree demaniali vanno liberate» dal comune di Bacoli PEC a 170 concessionari: caos e ansia, raffica di ricorsi in arrivo

«Le aree demaniali vanno liberate» dal comune di Bacoli PEC a 170 concessionari: caos e ansia, raffica di ricorsi in arrivo
  • Pubblicato2 Luglio 2026

BACOLI –  Generano ansia e preoccupazione le oltre 170 pec indirizzate ai titolari di concessioni demaniali del settore turistico-ricreativo (lidi, ormeggi, bar, ristoranti e così via), con le quali si intima di liberare le suddette aree in concessione entro 60 giorni dalla notifica pec in quanto scadute. Nel pieno della stagione estiva ciò significa che per ottemperare alla disposizione i concessionari dovrebbero rimuovere tutti gli arredi, le attrezzature e i manufatti di facile rimozione per il 30 agosto, ma, naturalmente, per farlo devono iniziare già prima di Ferragosto. La decisione del Comune scaturirebbe dalla delibera della Giunta Comunale del 01/04/2025, nella quale si evidenziava che si doveva attendere l’approvazione del PAD per avviare la procedura per i bandi di assegnazione delle aree demaniali. Delibera seguita da una Determina dirigenziale, la n. 647 del 14/04/2025, nella quale si dichiarava di dover procedere alla redazione del PAD, di regolamentare le procedure di evidenza pubblica per le aree concedibili e alla liberazione delle aree non concedibili, di prendere atto, infine, “dell’ultrattività delle concessioni demaniali marittime”.

I RICORSI – Il problema nasce, però, dalla circostanza che l’approvazione del PAD è in alto mare, dopo i rilievi ricevuti, la consultazione con i cittadini da avviare, l’approvazione degli Enti preposti di là da venire, ma, soprattutto, dalla mancata regolamentazione delle procedure di evidenza pubblica. Si prevedono ricorsi al TAR già in preparazione, potenzialmente fondati, e la prospettiva di una possibile bocciatura della decisione del Comune, accompagnato il tutto dal caos in piena stagione estiva e, cosa più grave di tutte, dalla messa in stato di precarietà di circa 1.500 unità lavorative che vedono messo in pericolo il loro futuro nell’immediato e nel futuro prossimo. Lascia perplessi in tutta questa vicenda il silenzio dell’Amministrazione Comunale che non ha neanche cercato di spiegare le eventuali motivazioni inderogabili alla base di questa intimazione a liberare le aree in concessione.