LA STANZA DEL CARDIOLOGO/ Temperature record, il cuore sotto pressione: cosa fare per “combattere” il caldo
a cura del dottor Gerolamo Sibilio
L’ondata di caldo anomalo che sta interessando l’Italia e gran parte dell’Europa rappresenta una delle principali emergenze sanitarie della stagione estiva. La causa principale è nella risalita di masse d’aria subtropicale dal Nord Africa. In Francia, seguita dalla Spagna, si sta registrando un aumento significativo (soprattutto tra gli over 65) delle morti attribuibili alle temperature record. In Italia al momento non abbiamo ancora un bilancio ufficiale dei decessi.
Impatto delle alte temperature sul sistema cardiovascolare. Le temperature eccezionalmente elevate sono spesso accompagnate da alti tassi di umidità, che aumentano la temperatura percepita. Le “notti tropicali” (con il termometro oltre i 30 gradi) impediscono il fisiologico raffreddamento dell’organismo e sottopongono il cuore e le arterie a uno stress importante. Stress che aumenta per la conseguente riduzione delle ore di sonno, durante le quali si eliminano le “scorie” della giornata. Questo vale in modo particolare negli anziani e nelle persone con patologie cardiovascolari pregresse.
I principali effetti del caldo sono:
1) Vasodilatazione (può ridurre la pressione arteriosa e provocare capogiri o svenimenti). 2) Disidratazione (con la sudorazione si “perde” acqua e può diminuire il volume del sangue circolante, favorendo un ulteriore calo della pressione). 3) Aumento della frequenza cardiaca (il cuore “pulsa” più velocemente per mantenere un adeguato flusso di sangue a tutto il corpo). 4) Maggiore lavoro del cuore (si determina un aumento del consumo di ossigeno del muscolo cardiaco). 5) Incremento della coagulabilità del sangue (la disidratazione rende il sangue più “concentrato”, con un maggiore rischio di formazione di coaguli e di conseguenza di infarto o ictus nei soggetti più vulnerabili). 6) Alterazioni degli elettroliti sierici (la perdita di sali minerali quali sodio, potassio e magnesio può aumentare il rischio di aritmie cardiache, soprattutto negli anziani e in pazienti in terapia con taluni farmaci cardiologici).
Chi è più a rischio? Il rischio aumenta specialmente in:
- Pazienti con insufficienza cardiaca, diabete mellito, malattie renali e respiratorie.
- Soggetti che hanno avuto un recente infarto o soffrono di una cardiopatia cronica.
- Persone con ipertensione, soprattutto se assumono farmaci contenenti diuretici.
- Anziani, nei quali è ridotto il senso della sete ed i meccanismi di termoregolazione sono meno efficienti.
- Bambini e donne in gravidanza.
Come ridurre il rischio: un decalogo di consigli – E’ importante seguire le seguenti raccomandazioni:
1) Bere regolarmente, anche senza avere sete (salvo diversa indicazione del medico), controllando il peso corporeo, in caso di precedente scompenso cardiaco o grave insufficienza renale.
2) Evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata (è prudente non andare in spiaggia dalle 11 alle 17 ed in giornate roventi dalle 10.30 alle 18).
3) Non effettuare un’attività fisica intensa nelle ore centrali della giornata.
4) Restare in ambienti freschi o climatizzati quando possibile.
5) Non sospendere né modificare i farmaci cardiovascolari senza aver consultato il medico.
6) Prestare attenzione a sintomi come dolore toracico, difficoltà respiratorie, palpitazioni persistenti, confusione, svenimento o debolezza marcata (sintomi che richiedono una valutazione medica tempestiva).
7) Privilegiare frutta ricca di acqua (es. anguria, melone, albicocche ecc.), verdure ad ogni pasto, cereali integrali (es. riso, farro, pasta ecc.).
8) Limitare il consumo di alcolici e di bevande molto zuccherate. 9) Indossare abiti chiari. 10) Monitorare le condizioni delle persone più vulnerabili. Con il caldo intenso è preferibile fare pasti piccoli e frequenti, invece di un unico pasto abbondante, che può aumentare la sensazione di afa e di spossatezza.
In conclusione, il grande caldo non “danneggia” direttamente il cuore nella maggior parte delle persone sane. Ma può far riacutizzare delle patologie preesistenti, in specie nei pazienti anziani e in quelli più fragili. Con la conseguenza di un incremento di ricoveri e di decessi per problematiche cardiache, come è avvenuto in questi giorni. Motivo per cui proteggersi attentamente dal caldo torrido significa anche fare prevenzione cardiovascolare.





























