POZZUOLI/ Dato alle fiamme negozio di ex affiliato ai clan di Monterusciello che urla vendetta «Vi devo uccidere»
POZZUOLI – «Mi devono morire i figli, ma ti devo riempire di botte. Ti devo uccidere». Urla vendetta Gennaro Iannicelli, 28 anni, titolare del negozio di casalinghi “Sweet Home” dato alle fiamme questa notte nei “600 alloggi” di Monterusciello. Matrice sulla quale non ci sono dubbi: a scatenare le fiamme è stato del liquido infiammabile cosparso da ignoti davanti all’ingresso del locale in via Martini, nel cuore del quartiere popolare. L’incendio è stato domato dai vigili del fuoco giunti sul posto insieme ai carabinieri della sezione radiomobile e del nucleo operativo di Pozzuoli che indagano sull’accaduto.
LA VENDETTA – Non si esclude che dietro al gesto possa esserci la mano della criminalità organizzata, una vendetta messa in atto nei confronti di Iannicelli, ex affiliato ai gruppo criminali che facevano capo al pentito Silvio De Luca e alla “banda delle Reginelle”. Più volte arrestato per spaccio di droga e rapina, Iannicelli era finito in manette a giugno dello scorso anno a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla DDA di Napoli in quanto ritenuto uno dei tre componenti della banda di rapinatori che nel 2022 colpì almeno tre attività commerciali a Monterusciello e al Rione Toiano: il bar “Toyan Play”, il vicino centro scommesse “GoldBet” in Largo Tacito e il supermercato “Alimont” in via Libero Bovio.
IL MANDANTE – Durante le operazioni di spegnimento dell’incidendio che ha distrutto l’attività che gestisce insieme alla moglie, Iannicelli ha urlato vendetta facendo intendere di conoscere mandanti ed esecutori del raid. «Mi devono morire i figli, mi vado a fare venti anni, vi devo far saltare in aria, vi devo far fare la stessa fine, vi devo fare scoppiare. Adesso vi farò vedere chi è quello a Pozzuoli e chi è Gennaro Iannicelli, farete la stessa fine del mio negozio e ci metterò anche la firma».





























