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POZZUOLI/ DUP 2025-2027: libro dei sogni o piano del disastro?

POZZUOLI/ DUP 2025-2027: libro dei sogni o piano del disastro?
  • Pubblicato2 Maggio 2026

POZZUOLI – Ogni tre anni, come un rito liturgico, il Comune di Pozzuoli sforna il suo Documento Unico di Programmazione (DUP), un testo che dovrebbe rappresentare la bussola dell’amministrazione locale, indicando obiettivi, investimenti e strategie. Ma leggendo l’ultima versione del DUP 2025-2027, ci si chiede se siamo di fronte a un piano d’azione concreto o all’ennesima lista di buone intenzioni che finiranno nel dimenticatoio, vittime della burocrazia, della scarsità di fondi e – perché no – di una certa dose di miopia politica.

LA CITTÀ – Partiamo dai numeri. Il documento ci dice che la popolazione di Pozzuoli è in costante calo, con 76.211 residenti al 2023, un dato che continua a scendere ogni anno. La natalità è a picco e il saldo migratorio è negativo: più persone lasciano la città di quante vi si trasferiscano. Segnali di una città che non attrae più, che non offre opportunità né ai giovani né alle famiglie. Eppure, il DUP si limita a prendere atto del fenomeno, senza proporre misure concrete per contrastarlo. Dove sono le politiche per il lavoro? Dove gli incentivi per trattenere i giovani? Dove le strategie per rendere Pozzuoli una città attrattiva, anziché un luogo da cui fuggire? Silenzio. O, meglio, si fa affidamento sui soliti slogan vuoti: “turismo sostenibile”, “sviluppo economico”, “digitalizzazione”. Peccato che il turismo senza infrastrutture e servizi adeguati rimanga una chimera, e che le imprese non investano senza un piano chiaro e incentivi concreti.

IL BRADISISMO – Un altro nodo critico è la situazione geologica. Il documento descrive il rischio sismico e il fenomeno del bradisismo, che nel 2024 ha registrato un sollevamento del suolo di oltre 30 cm in un solo anno e terremoti di magnitudo superiore a 4.4. Un problema gravissimo che minaccia la sicurezza della popolazione e il futuro della città. E la risposta dell’amministrazione? Un misto di retorica e promesse generiche. Si parla di “potenziamento della Protezione Civile”, “analisi della vulnerabilità degli edifici” e “rafforzamento delle vie di fuga”. Ma il vero problema è la gestione a lungo termine: chi pagherà per mettere in sicurezza le strutture esistenti? Dove sono le risorse per ricollocare chi vive in aree a rischio? Si fa riferimento a fondi nazionali e regionali, ma il quadro finanziario è incerto e la storia insegna che tra il dire e il fare c’è di mezzo… la burocrazia.

LE OPERE – Come se non bastasse, i tagli ai finanziamenti statali complicano ulteriormente il quadro. Dal 2025 sparirà il fondo da 400 milioni annui per le piccole opere, e già si parla di riduzioni ai fondi per le opere pubbliche e la rigenerazione urbana. In pratica, meno risorse per manutenzione stradale, sicurezza e investimenti locali. E cosa fa l’amministrazione? Spera nella Provvidenza. Non si trovano strategie alternative per reperire fondi, né piani di partenariato pubblico-privato per sopperire alle mancanze. Si va avanti a tentoni, con la solita politica degli annunci che poi si scontrano con la dura realtà.

IL TURISMO – Nel DUP si enfatizza il potenziale turistico di Pozzuoli, con i suoi siti archeologici, il Rione Terra, il Macellum, il Lago d’Averno. Tutto vero, peccato che il settore sia ancora fortemente sottosviluppato. Il problema? Mancanza di una strategia seria. L’offerta ricettiva è limitata (72 strutture per 3.779 posti letto), i trasporti sono insufficienti, la promozione è carente.

GLI INTERROGATIVI – Il DUP 2025-2027 dunque racconta una città che invecchia, si spopola e affronta sfide enormi senza un vero piano d’azione. Manca il coraggio di affrontare i problemi strutturali con soluzioni chiare e finanziamenti certi. Dove sono le politiche abitative per i giovani? Dove gli incentivi per il commercio e l’industria? Dove un piano serio per il turismo? Ancora una volta, il rischio è che il DUP si trasformi in un libro dei sogni, buono solo per riempire qualche scaffale in Comune. Ma i cittadini di Pozzuoli meritano di più: meritano un’amministrazione che smetta di limitarsi a descrivere i problemi e inizi a risolverli.