Estorsione telefonica a imprenditore di Pozzuoli: iniziato il processo a Ras dei Longobardi-Beneduce
POZZUOLI – È iniziato il processo a carico di Alberto Cammino, 56 anni detto “Albertino”, ras del clan Longobardi-Beneduce, accusato insieme alla compagna di aver tentato un’estorsione ai danni di un imprenditore di Pozzuoli. Cammino durante l’udienza preliminare ha scelto il rito abbreviato mentre la donna, una 44enne di Giugliano, sarà processata con rito ordinario. Parte civile si è costituita l’associazione antiracket SOS Impresa che assiste la vittima attraverso il presidente Luigi Cuomo e l’avvocato Alessandro Motta.
L’ESTORSIONE – Secondo quanto ricostruito dalle indagini “Albertino”, all’epoca dei fatti detenuto nel carcere di Poggioreale, mediante una telefonata aveva chiesto all’imprenditore una somma di 400-500 euro per far fronte alle spese legali e un lavoro per la sua compagna. Quel giorno, infatti, la donna si era recata nel locale commerciale facendo da ponte tra il ras e l’imprenditore. Al rifiuto di quest’ultimo di parlare al telefono, aveva passato lo smartphone a una collaboratrice a cui le aveva mostrato anche una foto del ras detenuto. L’estorsione però non si è consumata in quanto l’imprenditore si è opposto a qualsiasi richiesta trovando il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli che hanno avviato le indagini chiudendo io cerchio intorno alla coppia di estorsori.



























