POZZUOLI/ «Perplessità e domande sul Rione Terra: chi fa cosa?»
POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo dal professor Giacomo Bandiera, già assessore al governo del territorio del comune di Pozzuoli: *Caro Direttore, alcune considerazioni sul Rione Terra, su quel che è stato fatto e quello che si intenderà fare, sono a mio parere divenute ineludibili. Spero di non dovere aggiungere “purtroppo necessarie…”. A maggior ragione, da parte di chi forse ha avuto infinitesima e secondaria parte nell’elaborazione concettuale di “un rinnovato e diverso interesse” da parte dell’odierno governo cittadino, nel programma elettorale che ne è conseguito, nelle deliberazioni successive e conseguenti, nelle azioni strategiche e procedurali messe in campo. Che mi sembra di conoscere abbastanza. Il nostro consiglio comunale ha approvato una delibera, il mese scorso, che sostanzialmente conferma e, pur alla luce delle difficoltà che sono emerse in itinere, dà finalmente corpo e cuore a tutto quanto detto e scritto nelle azioni e intenzioni culturali e politico-amministrative richiamate.
Sostanzialmente e brevemente, il Rione Terra viene confermato come Bene Comune Territoriale, nella sua duplice valenza di bene paesaggistico-culturale e di bene economico. Bene economico, frutto di dinamiche sociali e comunitarie che in quel luogo si sono originate dal rapporto tra ogni singolo individuo e la società, tra gli uomini e le donne e le pratiche economiche e finanziarie in cui essi si sono mossi e hanno vissuto. Quindi, bene da valorizzare attraverso quelle funzioni e destinazioni ipotizzate e che saranno ammesse a bando concessorio, quali negozi, botteghe, camere d’albergo, bar e ristoranti, in modo da creare reddito e ricchezza per la nostra comunità, ancora e come sempre è stato. Con una possibile novità, augurabile e sperabile, che vedrà queste parti del nostro Rione Terra utilizzate da un consorzio velico partecipante alla America’s Cup, per un periodo di 1/3 anni, con tutte le positive ricadute in termini economico-finanziari e di rilevanza mediatica. Ma anche, e forse soprattutto, quale Bene culturale, nucleo della vera persistenza memoriale puteolana e flegrea, motore di un nuovo rapporto tra la nostra comunità e la contemporaneità, culturale e identitaria, testimonianza e nuova rappresentazione delle multiple identità puteolane che si sono diacronicamente manifestate e succedute e che ancora si avvereranno.
Parlo di un patrimonio comprendente la Cattedrale/Tempio di Augusto, i vari musei che sono e saranno presenti sulla rocca, tra cui il Museo di Città sul quale più mi sono impegnato e speso, il percorso archeologico sotterraneo e le varie presenze di simile periodo in superficie, le ipotizzate gallerie d’arte contemporanea, le presenze architettoniche e artistiche religiose di varia natura, gli edifici di maggior rappresentanza culturale e civile oltre a quelli che saranno destinati a funzioni di carattere culturale. Per i quali, in tante occasioni ufficiali e di discussione sociale e politica, si è addivenuti alla convinzione che occorresse un particolare strumento giuridico teso a garantire lo sviluppo di questa strategica e rilevante parte culturale di città. Capace di garantire una presenza diretta dell’Ente nella gestione della stessa, senza escludere forma di partenariato con operatori privati, favorendo contatti e accordi tra l’ente comune, la curia e le soprintendenze interessate, quindi con gli eventuali soci privati e associazioni varie cittadine disponibili ad associarsi al progetto.
In maniera da giungere alla costituzione di uno strumento gestionale moderno e favorente anche la partecipazione della nostra intera comunità, vale a dire una Fondazione di Partecipazione Rione Terra. In cui, oltretutto, ai beni conferiti dai vari enti si potesse aggiungere anche una dotazione finanziaria proveniente dagli oneri concessori che l’ente comune incasserà dalle varie concessioni di carattere economico che saranno attivate nel luogo. Come vera e tangibile testimonianza dell’impegno diretto che l’intera comunità puteolana, attraverso il suo governo cittadino, intende assumere per valorizzare al meglio la valenza culturale e identitaria del Rione Terra. Per dare respiro economico reale, gambe e cuore, alle decisioni che la Fondazione, nucleo decisionale ultimo, assumerà in merito. Una prima domanda: il P.E.F., piano economico finanziario in preparazione per la futura gestione del sito, prevede questo e altro ancora? Chi ha provveduto a impartire indicazioni in merito? Chi sta lavorando all’elaborazione del PEF? Che dinamiche, frutto di quali intendimenti e relazioni, intende mettere in campo? Una seconda domanda, conseguente a quanto detto e scritto ufficialmente dall’odierno governo cittadino in programmi, relazioni e deliberazioni: le autorità che stanno elaborando il Piano Strategico di Sviluppo Culturale, strumento attraverso cui tutte le considerazioni circa la valorizzazione della parte culturale del Rione Terra dovranno trovare piena cittadinanza e attuazione, stanno lavorando in tal senso? Chi vi opera, anche e soprattutto su mandato del comune di Pozzuoli, le sta rispettando? Oppure ha ricevuto istruzioni diverse, in merito per esempio alla previsione di conferimenti di parti volumetriche del Rione Terra a possibili entità amiche, per svolgervi parziali e remunerative attività economico-culturali?
Sono domande che rivolgo alla città, direttamente, che dovrà vigilare in merito, anche perché, senza nessun sotterfugio, sono perfettamente a conoscenza che vi sono eminenti componenti dello staff del nostro sindaco che sono contrarie, per esempio, all’istituzione della Fondazione di Partecipazione come nucleo di strumento gestionale unitario, ultimo e strategico. Mentre sono favorevoli alla parcellizzazione dell’utilizzo culturale e economico di parti rilevanti del Rione Terra, in modo da lasciare ad ogni istituzione le scelte gestionali che competono per le parti volumetriche di propria competenza. Probabilmente finendo con il favorire proprio quel processo di conferimenti e dinamiche che potremmo definire di “collateralismo economico”, quindi politico-amministrativo, che noi tutti temiamo.
Siamo al nocciolo della questione: quel diverso interesse manifestato e posto alla base di azioni istituzionali che l’odierno governo cittadino ha inteso porre in essere, va rispettato e perseguito fino in fondo, in tutte le sue parti, attraverso tutte le azioni ideate, sia per la parte economica che per quella culturale del Rione Terra. Altrimenti, saremmo al cane che si morde la coda, in cui la coda sarebbero i reali interessi comunitari di Pozzuoli. E vecchi arnesi della politica puteolana di seconda o terza fila, oggi riciclati in ruoli altri oppure tesi al salto sul carro del vincitore, riprenderebbero a percorrere gli antichi e sempre uguali sentieri. Perché, come si suol dire, ognuno ritorna sempre al luogo, alle persone, dove è stato felice. Confido che così non sarà e ne sono fiducioso, soprattutto nell’operato del sindaco nel tenere a freno chi invece sovente lo spinge verso decisioni poco funzionali all’interesse di noi tutti ma piuttosto fruttifere per pochi soliti. Ne saremo, comunque, guardiani intransigenti tutti noi assieme, cittadini di Pozzuoli. Grazie, Direttore, per aver ancora una volta ospitato queste mie piccole considerazioni. P.S. Naturalmente, a scanso di equivoci, mi sembra opportuno ribadire, così come già detto da anni a chi di dovere, che non intendo, eventualmente, assumere o ricevere alcun incarico dalla ipotizzata Fondazione Rione Terra. Per due motivi. Il primo, legato alla mia antica ma mai sopita militanza comunista, che mi ha insegnato che chi progetta e costruisce percorsi di sviluppo per la propria città assume un impegno d’onore nel non trarne poi utile personale. Il secondo, invece, legato alla mia profonda conoscenza dei retropensieri che i miei concittadini, per altri versi meravigliosi, a volte coltivano…ancora saluti cordiali.



























