POZZUOLI/ Pizzo ai parcheggi per il clan Cerrone: assolto Di Roberto junior
POZZUOLI – Annullata la condanna a 3 anni e 4 mesi di carcere per Cristian Di Roberto, 26 anni, a processo per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dei titolari dei parcheggi di via Campana, a Pozzuoli. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Napoli. I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Luca Gili e Valerio Vianello Accorretti. A seguito di questa decisione, il caso dovrà essere riesaminato da una diversa sezione della Corte di Appello di Napoli per un nuovo giudizio
LA VICENDA – Cristian è il figlio di Raffaele Di Roberto detto “o russ”, storico braccio destro del boss di Quarto Salvatore Cerrone, prima pentitosi e poi morto in carcere due anni fa proprio dopo l’arresto dei suoi due figli. Entrambi furono accusati di chiedere il pizzo ai parcheggi abusivi all’esterno delle discoteche di via Campana, mentre quelli privati erano costretti a versare loro una quota o addirittura a chiudere se “non si mettevano a posto”. I due agivano per conto de “gli amici del Bivio” di Quarto, il clan di Cerrone. Business da oltre 2.500 a notte per ogni parcheggio e che negli anni ha scatenato guerre tra i vari gruppi di camorra a colpi di aggressioni, raid incendiari e gambizzazioni. Uno degli ultimi episodi, raccontato dai pentiti, vide il gruppo capeggiato dall’attuale pentito Silvio De Luca dichiarare guerra ai quartesi che “non dovevano più prendere i soldi dei locali di via Campana”: in un’occasione De Luca, dopo aver avvisato il gruppo di camorra dei “Toianesi”, mandò due emissari a cercare il fratello di Cerrone, Antonio detto “sferravecchia”, per intimare a lui e ai suoi di lasciare Pozzuoli, ma la spedizione non ebbe successo.
L’AGGRESSIONE – Ed è in questo scenario che il gruppo di Cerrone tentò di mettere le mani anche su un parcheggio privato che sorge accanto alla discoteca “Brass” in via Campana. Nel mirino finì il titolare 91enne “reo” di non aver ricevuto il «nulla osta» da parte del clan in quanto “non si era messo a posto”. In un’occasione l’anziano fu colpito con pugni alla testa e minacciato con una pistola puntata al viso, mentre in altre circostanze gli uomini del clan gli impedivano di lavorare dirottando le auto dei suoi clienti verso i parcheggi abusivi gestiti dai Cerrone.
GLI ARRESTATI – Episodi che l’anziano denunciò ai carabinieri facendo scattare l’arresto dei fratelli Antonio e Cristian Di Roberto, rispettivamente di 29 e 26 anni e del 29enne Alfredo Ciotola. I fratelli Di Roberto e Ciotola furono incastrati grazie alla denuncia della vittima, alle dichiarazioni dei pentiti di camorra Gennaro Dello Iacolo, Francesco Loffredo e Luigi Sannino e dalle telecamere del sistema di videosorveglianza del parcheggio che ripresero l’aggressione ai danni del 91enne. “Qui il guappo sono io, per il parcheggio devi dare a i soldi a me. Quanto hai guadagnato? Qua comando io” parole che Antonio Di Roberto proferì al cospetto della vittima per poi colpirla con diversi pugni alla testa prima di puntargli la pistola contro. Stesso modus operandi utilizzato dal fratello Cristian e da Ciotola che in più occasioni, a partire dall’ottobre del 2022, intimarono all’anziano di versare quote al clan o di chiudere il parcheggio.



























