Giovanni Marchionni, il Comune di Bacoli si costituirà parte civile nel processo
BACOLI – Il Comune di Bacoli ha annunciato la sua decisione di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che vede coinvolto Giovanni Marchionni, lo skipper morto in Sardegna lo scorso agosto. La delibera è stata approvata all’unanimità in consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta. Il sindaco Josi della Ragione ha dichiarato: “Abbiamo ritenuto doveroso costituirci in parte civile per la verità sulla morte di Giovanni e per stare a fianco della famiglia. La città di Bacoli si costituirà parte civile nel processo per accertare cosa è successo quella maledetta notte di agosto. È un atto che approviamo all’unanimità. Perché tutto il popolo bacolese vuole essere al fianco della famiglia in questo tempo così doloroso. Per la morte di un giovane. E per la mancanza di verità. Siamo fiduciosi sull’operato della magistratura”.
LE INDAGINI – Continuano, intanto gli accertamenti, sulla barca dove lo scorso 8 agosto è morto il giovane bacolese. Il motoscafo, di proprietà della famiglia Di Luggo, sarà oggetto di una nuova perizia il prossimo 17 febbraio incaricata dalla Procura di Tempio Pausania che indaga sull’accaduto. Il consulente Giuseppe Mangano salirà nuovamente a bordo dell’imbarcazione sotto sequestro per fare nuove verifiche alle batterie, l’impianto elettrico di bordo e i sistemi di ricarica dell’imbarcazione. Ricordiamo che dalla relazione autoptica e dagli esami tossicologici e istologici effettuati sul corpo del giovane bacolese, è emerso che la morte del giovane skipper sia stata causata dall’inalazione di acido solfidrico.



























