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Città metropolitana

Agnano, strada chiusa da oltre un mese: striscioni e proteste

Agnano, strada chiusa da oltre un mese: striscioni e proteste
  • Pubblicato12 Gennaio 2026

AGNANO – È ancora chiusa, a oltre un mese dalla frana avvenuta nella serata del 25 novembre scorso, una parte di via Agnano agli Astroni, importante arteria che collega Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta. Una chiusura che sta congestionando l’intera area e che sta alimentando rabbia e preoccupazione tra residenti, commercianti, famiglie e lavoratori. Nelle ultime ore sono comparsi striscioni di protesta lungo la strada, con la scritta “Vergognatevi – Area sismica – Strada chiusa”, a testimonianza di un disagio ormai insostenibile. A segnalare la situazione è stato un residente che ha scritto al deputato di alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, denunciando l’assenza di risposte e i rischi per chi vive in una zona ad alta vulnerabilità sismica.

LA DENUNCIA – “Questa vicenda va chiarita fino in fondo – dichiara Borrelli – perché non è accettabile che un’arteria così importante resti chiusa per settimane tra rimpalli di responsabilità e silenzi. Parliamo di un’area interessata dal bradisismo, dove le vie di fuga devono essere sempre libere e funzionali. Qui, invece, si sta giocando con la sicurezza dei cittadini”. Secondo quanto emerso, dopo la frana si sarebbe aperto un lungo contenzioso per l’attribuzione della proprietà dell’area interessata dallo smottamento. Attualmente la strada risulta chiusa nella parte alta, tra via Nuova Agnano e via Vecchia Agnano, con traffico deviato interamente su via Provinciale San Gennaro, mentre nella parte bassa l’accesso è consentito solo fino alle Terme di Agnano. Di fatto, una strada tagliata in due. “Il materiale franato è ancora presente sulla carreggiata – prosegue Borrelli con il membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde Rosario Pugliese – e si attende il cosiddetto certificato di eliminato pericolo da parte della proprietà dell’area. Nel frattempo, però, a pagare sono solo i cittadini: residenti che temono per la loro incolumità, commercianti isolati e scuole che si trovano in una situazione di viabilità e sicurezza sempre più critica”. Particolare preoccupazione arriva anche dalle scuole della zona, come l’Istituto Rossini, dove docenti e famiglie segnalano difficoltà negli spostamenti e timori legati a una possibile evacuazione in caso di eventi sismici. “Ho chiesto chiarimenti agli enti competenti – conclude Borrelli – su tempi certi di riapertura, responsabilità e misure adottate. Non è tollerabile che in una città come Napoli, e in un’area così delicata, si lasci una strada chiusa per oltre 40 giorni senza fornire risposte chiare alla popolazione”.