25.06.2015 - vittima al 112
Il luogo del sequestro

VARCATURO – Minacciato con una pistola e poi picchiato, seviziato con una roncola e costretto a stare seduto per ore legato a una sedia, legato mani e piedi e imbavagliato con nastro adesivo da imballaggio, impossibilitato a far qualsiasi movimento o reazione, perfino a parlare, tant’è che nei confronti dei presunti autori della rapina con sequestro di persona individuati dai carabinieri, i PM della DDA partenopea hanno ipotizzato l’aggravante dell’aver agito con sevizie e crudeltà.

IN CERCA DELLE ARMI – È la disavventura di un 56enne che abita in una casetta situata nelle campagne di Varcaturo, nel napoletano, aggredito la sera dell’8 giugno da 2 malfattori che erano alla caccia delle sue armi e dei suoi averi, ma che non sapevano che i 6 fucili e la pistola non erano più da qualche tempo nella disponibilità della loro vittima. Tanto da torturare l’uomo fino allo stremo per ottenere le indicazioni sul nascondiglio delle armi.

CONGIUNTO AL CLAN POLVERINO – Riuscito a liberarsi dopo alcune ore il malcapitato ha telefonato al 112 chiedendo aiuto, riuscendo a malapena a dare le indicazioni necessarie per raggiungerlo, prestargli aiuto e avviare le prime indagini. A partire dall’intervento sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Napoli hanno identificato e poi sottoposto a fermo del PM emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia 2 persone: Simeoli Giovanni, 40 anni, residente a Marano di Napoli già noto alle forze dell’ordine e ritenuto contiguo al clan camorristico dei “Polverino” operante nell’hinterland a nord del capoluogo campano nonché il suo complice, Luigi Vallefuoco, 55 anni, residente a Napoli, che ha operato da basista sebbene fosse ai domiciliari. All’atto dell’arresto a casa del Simioli, nascosta in una dispensa, i militari hanno trovato una pistola risultata oggetto di furto commesso nel napoletano lo scorso due giugno.