Luigi Barile

POZZUOLI – Si è dichiarato non colpevole ed è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione di 25mila dollari. Luigi Barile, proprietario del ristorante “The Chefs of Napoli”, era stato arrestato lo scorso 16 maggio nell’ambito di un’indagine sulla tratta di esseri umani in Florida. Il 38enne, originario di Pozzuoli, è ritenuto responsabile di traffico di esseri umani e di atti osceni e lascivi su una vittima di età compresa tra i 12 e i 16 anni. I fatti – così come riportato da alcuni siti di informazione americani – si sono verificati nella contea di Hernando. L’indagine è partita due anni fa quando le autorità hanno ricevuto una segnalazione anonima relativa ad un annuncio online: soldi in cambio di rapporti sessuali con una minorenne in una casa a Brooksville. A muovere i fili un adulto che ricopriva un ruolo genitoriale nei confronti della vittima che è stata poi salvata e messa al riparo in una struttura per sopravvissuti al traffico sessuale.

L’ISTANZA DI CARCERAZIONE – Il giudice Daniel B. Merritt Jr. ha respinto l’istanza di carcerazione preventiva presentata dall’assistente procuratore Julie L. Sercus perché ritenuta “insufficiente”. Il giudice ha poi ordinato di ridurre drasticamente la cauzione di Barile dall’importo iniziale di 650mila dollari a 25mila dollari per i reati di sequestro e tratta di esseri umani e per uso illegale di un dispositivo di comunicazione. Per l’accusa di atti osceni e lascivi su minorenne il giudice ha rilasciato l’indagato senza cauzione. In questo caso si parla di Release on Your Own recognizance (ROR), cioè rilascio sulla base di una garanzia data dalla promessa fatta al tribunale. Attualmente Barile, che ha anche consegnato il suo passaporto, non può lasciare la contea di Hernando; inoltre non potrà avvicinarsi alla vittima, né avere rapporti con soggetti di età inferiore ai 18 anni.

“SONO INNOCENTE” – Per l’assistente procuratore Sercus il ristoratore Barile rappresenta «una minaccia ai danni della comunità». Nell’istanza di carcerazione, infatti, è stato sottolineato che Barile, nato in Italia e residente a Spring Hill con sua moglie e un bambino, «ha mezzi finanziari per fuggire dalla giurisdizione di questa Corte». Per l’accusa il proprietario del ristorante “The Chefs of Napoli” ha risposto ad un annuncio su internet relativo a rapporti sessuali a pagamento con un’adolescente. Nell’istanza di carcerazione si legge che Barile «ha negoziato i termini dell’atto sessuale e si è recato in un luogo dove ha pagato per compiere atti sessuali con la vittima». Secondo quanto ricostruito dall’accusa il 38enne avrebbe incontrato la ragazzina anche in un hotel di Ocala ed almeno in un’occasione avrebbe portato con sé altri due uomini. Barile, assistito dall’avvocato Lee Michael Pearlman, si è dichiarato non colpevole.

GLI INDAGATI – Coinvolti nell’indagine anche James William Hancock, 67enne; Matthew Christopher Doyle, 38enne; Joseph Andrew Easton, 24enne; Bryan Joseph Giguere, 36enne; Shawn Christopher Henson, 39enne; Latchman Kaladeen, 49enne; Lawrence Edward Kemble, 70enne e Jason Michael Raulerson, 46enne. La storia di Luigi Barile, figlio di un pescatore di Pozzuoli, ha innescato un tam tam di commenti anche tra le strade della città flegrea. Sul sito ufficiale del ristorante “The Chefs of Napoli”, gestito dalle famiglie Cacace e Barile, si fa riferimento alle origini puteolane del 38enne. «Barile e Cacace sono cresciuti in una delle capitali culinarie del mondo: l’Italia. La loro città natale è la città portuale di Pozzuoli, dove i visitatori possono prendere i traghetti per l’isola di Capri. È la città da cui proviene la stella italiana, Sophia Loren» si legge.