QUARTO – Rischio Vulcano Campi Flegrei, il Comune di Quarto chiama a raccolta i cittadini. L’incontro si terrà nella giornata di mercoledì alle 18.30 nell’auditorium della chiesa San Castrese. L’intento dell’iniziativa è radunare i residenti in vista dell’esercitazione di Protezione civile di livello nazionale messa in agenda per ottobre prossimo. La zona rossa e la zona gialla sono state individuate dal Dipartimento della Protezione civile, in raccordo con la Regione Campania, sulla base delle indicazioni fornite dalla comunità scientifica. Il punto di partenza per l’aggiornamento di queste aree è stato il rapporto finale elaborato dal “Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico”, istituito nel 2009. Questo documento è stato sottoposto alla valutazione della Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico che ne ha discusso in diverse sedute per fornire proprie indicazioni al Dipartimento.

LA ZONA ROSSA – La nuova zona rossa comprende l’area esposta all’invasione di flussi piroclastici e comprende 7 comuni: per intero i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto; parte dei Comuni di Giugliano in Campania, di Marano di Napoli e alcune municipalità del Comune di Napoli. Per garantire l’assistenza alla popolazione di questi Comuni che, in caso di eruzione, dovranno essere evacuati preventivamente, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri definisce lo schema dei gemellaggi con le Regioni e le Province Autonome. Nel provvedimento si invitano inoltre le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale della Protezione civile a elaborare o aggiornare le rispettive pianificazioni di emergenza secondo le indicazioni del 2 febbraio 2015 che il Capo Dipartimento della protezione civile, d’intesa con la Regione Campania e sentita la Conferenza Unificata, ha emanato per il Vesuvio, fatti salvi i dovuti adattamenti al territorio.

LA ZONA GIALLA – Nella zona gialla ricadono 7 Comuni: Villaricca, Calvizzano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Melito di Napoli e Casavatore e 24 quartieri del Comune di Napoli. La definizione di quest’area si è basata su recenti studi e simulazioni della distribuzione a terra di ceneri vulcaniche e ha tenuto conto delle statistiche storiche del vento in quota. In particolare, sulla base delle mappe di probabilità ottenute, sono state individuate le aree dove l’accumulo di ceneri è in grado di causare il collasso di tetti con resistenza medio-bassa. La ricaduta delle ceneri vulcaniche può produrre, a livello locale, sia effetti sulla salute dell’uomo, sia impattare significativamente sulle attività quotidiane in ambiente rurale e nei centri abitati. Per contrastare tali effetti, anche i comuni esterni alla zona gialla dovranno provvedere ad aggiornare le proprie pianificazioni di emergenza, sulla base delle Indicazioni Operative che saranno loro fornite dal Dipartimento.