QUARTO – Un passo avanti verso la costituzione di parte civile del Comune nel processo che vede 25 imputati, accusati tra l’altro di voto di scambio e tentata estorsione, tutti reati aggravati dalla finalità mafiosa. E’ quello fatto dalla giunta comunale, che ha dato mandato agli uffici competenti di via De Nicola di provvedere alla stesura di tutti gli atti necessari affinché l’ente possa prendere parte al procedimento giudiziario e chiedere i danni in caso di condanna degli imputati.

IL RICATTO – Tra le parti offese, infatti, c’è anche l’ex sindaco Rosa Capuozzo, oggi consigliere comunale di opposizione. E’ a lei che sarebbe stato rivolto il ricatto, secondo le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, da parte di un altro ex consigliere 5 Stelle, Giovanni De Robbio, che in più occasioni avrebbe mostrato all’allora primo cittadino una foto aerea della casa in cui abita. Un’azione, secondo l’accusa, per costringere la stessa Capuozzo ad “accontentare” De Robbio su alcune richieste di natura gestionale della cosa pubblica.

IL “CARO ESTINTO” – Altra parte offesa è l’imprenditore delle pompe funebri Angelo Tarantino, che con le sue numerose denunce ha fatto scattare l’inchiesta contro il “caro estinto”, poi finita per allargarsi anche su una presunta ingerenza della famiglia Cesarano – anch’essa attiva nello stesso settore – nella vita politica della città.