POZZUOLI – Non si esclude una morte violenta per l’uomo che martedì è stato trovato senza vita in un capannone dell’ex Sofer a Pozzuoli. È quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia svolta questa mattina alle 8 presso il Secondo Policlinico di Napoli. Il medico legale, a causa dell’avanzato stato di decomposizione, non è riuscito ancora ad accertare se il decesso sia legato a cause naturali, né dunque a scongiurare le ipotesi di omicidio o suicidio. Il cadavere è rimasto per circa sette giorni nell’ex stabilimento di via Fasano; la macabra scoperta è stata fatta due giorni fa dai guardiani impegnati nel giro di perlustrazione dell’area industriale dismessa. Sul posto, dopo pochi minuti, i carabinieri della locale Compagnia e gli uomini della Scientifica per eseguire i rilievi del caso.

ANCORA SENZA IDENTITA’ – Ulteriori elementi arriveranno nei prossimi giorni dagli accertamenti medici che sono stati effettuati. Altri particolari potrebbero giungere, inoltre, dai rilievi scientifici che sono stati disposti sui campioni di vestiti. Resta, intanto, anche il mistero sull’identità dell’uomo dell’apparente età di 50 anni, di carnagione chiara e corporatura robusta. Il cadavere era ricoperto da insetti al momento del ritrovamento. In tasca nessun documento. Tra le ipotesi anche quella che si tratti di una persona senza fissa dimora ma non sono escluse altre piste. Le indagini proseguono senza battute d’arresto; i carabinieri stanno scandagliando l’elenco di tutte le persone scomparse. La salma resterà sino ad eventuale riconoscimento nel Centro di Medicina Legale del II Policlinico di Napoli.