POZZUOLI – Hanno trovato un borsone contenente 24mila euro, una carta bancoposta e documenti di identità nei pressi dell’ufficio postale di Monterusciello, si sono messi alla ricerca del proprietario e gli hanno restituito tutto. Una storia di grande onestà che arriva dal quartiere di Monterusciello, i protagonisti sono Antonio, 63 anni, pescatore, da tutti conosciuto come “Zì Tonino” e Giuseppe, 33enne dipendente di una pescheria nella zona popolare dei “600 alloggi”. Lavoratori che vivono alla giornata ma che hanno dimostrato di avere un grande cuore oltre che un immenso senso civico «Appena abbiamo visto quei soldi abbiamo subito cercato il proprietario attraverso gli elenchi telefonici e non riuscendo a trovarlo abbiamo contattato un suo parente. Non abbiamo immaginato nemmeno per sogno di toccare nulla, l’unico nostro pensiero è stato di rintracciare immediatamente il legittimo proprietario e mettere al sicuro quei soldi –raccontano- Non siamo eroi, abbiamo semplicemente fatto ciò che tutti dovrebbero fare per senso civico».

IL RITROVAMENTO – I fatti risalgono a mercoledì scorso. I due si erano recati poco prima delle 8 presso l’ufficio postale di via Capuana a Monterusciello dove hanno trovato un borsone da palestra nei pressi del Postamat. Appena lo hanno aperto hanno trovato centinaia di banconote di vario taglio oltre a documenti di identità e una carta bancoposta. A quel punto, messi al sicuro i soldi in pescheria, non hanno esitato a rintracciare il proprietario di quella ingente somma di denaro cercando il suo nome attraverso gli elenchi telefonici. Ma di quel signore nessuna traccia. Senza perdersi d’animo sono riusciti a risalire a un parente dell’uomo riuscendo, senza non poca fatica, a mettersi in contatto con colui che sfortunatamente aveva perso quei soldi. Ma dalla sfortuna alla fortuna il passo è stato breve e i soldi sono tornati nelle mani del legittimo proprietario. «Nella vita non contano i soldi, contano le buone azioni» hanno detto Giuseppe e Zì Tonino che per ricompensa hanno ottenuto il volto felice di chi era precipitato nello sconforto.