POZZUOLI – La stagione balneare è quasi alle porte e come ogni anno la Regione Campania aggiorna la classificazione delle acque, tenendo conto delle analisi svolte dall’Arpac nei 4 anni precedenti (dal 1° Aprile al 30 Settembre di ciascuna stagione). La valutazione della qualità del mare cittadino ad inizio stagione è abbastanza buona lungo tutta la costa eccetto che per la zona di Licola in prossimità della foce dell’alveo Camaldoli, per la quale il Sindaco di Pozzuoli ha emesso un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione. Restano permanentemente interdette le acque del porto di Pozzuoli e quelle prospicienti lo scarico del depuratore di Cuma, non per motivi di inquinamento ma per imposizione normativa.

LA CLASSIFICAZIONE – Ricordiamo che il giudizio di idoneità delle acque deriva dall’analisi statistica degli esiti del monitoraggio di solo 2 parametri batteriologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Le acque di balneazione vengono così classificate secondo le classi di qualità: Scarsa (non idonea alla balneazione), Sufficiente, Buona, Eccellente. Naturalmente la classificazione può cambiare, in positivo o in negativo, in base ai risultati delle analisi che saranno effettuate “in itinere”.

I TRATTI – Risultano “eccellenti”, secondo la classificazione Arpac, i tratti di costa tra Cantieri, Arco Felice e Lucrino e quello di Via Napoli a partire dal civico 89 di Corso Umberto (circa a metà del lungomare Pertini) fino al confine con la città di Napoli. Il restante tratto di Via Napoli compreso tra il Rione Terra ed il civico 89 di Corso Umberto risulta classificato come “Sufficiente”. Sul versante di Cuma-Licola la situazione peggiora: sono classificate “buone” le acque a Nord dello scarico del Depuratore fino alla Strada del Cantiere mentre risultano “scarse” e quindi non balneabili quelle vicine alla foce di Licola.

AVVERTENZE – Come già detto, a partire da Aprile e fino a Settembre vi sarà un monitoraggio periodico, pertanto la situazione potrà mutare sia in bene sia in male. In ogni caso, l’ordinanza sindacale prevede l’installazione di cartellonistica ad hoc per tenere costantemente informati i cittadini sulla situazione. In caso di forti piogge e conseguente entrata in funzione degli scarichi di “troppo pieno” saranno adottate misure preventive che includono l’informazione al pubblico e se necessario anche la limitazione temporanea della balneazione indipendentemente dai risultati delle analisi Arpac fatte in precedenza.

LA MANUTENZIONE DEL SISTEMA FOGNARIO – Condizione necessaria, anche se non sufficiente, per preservare la “salute” del mare, soprattutto in condizioni di maltempo, è il buon funzionamento degli impianti di sollevamento. La loro funzione è quella di pompare le acque nere, miste a quelle bianche di pioggia, raccolte dalla rete fognaria nel collettore borbonico per essere poi trasportate al depuratore di Cuma. L’anno scorso, in seguito ai risultati negativi delle analisi che avevano determinato la non balneabilità temporanea del mare di Lucrino, un Consigliere Comunale ipotizzò che alla base vi potesse essere proprio il cattivo funzionamento delle pompe delle stazioni di sollevamento.

GLI SCARICHI –In realtà, la legge consente lo scarico in mare attraverso i “troppo pieno”  per impedire che il sistema fognario collassi nel caso di forti ed intense precipitazioni,  a patto però che le acque nere siano in proporzione di uno a cinque rispetto a quelle bianche. Manutenere e potenziare, laddove necessario, le stazioni di sollevamento dovrebbe garantire il rispetto della norma. Recentemente, l’ Amministrazione Comunale ha attuato un importante intervento di rinnovo e potenziamento della stazione di Via Cavour che dovrebbe contribuire a migliorare la qualità del mare ai piedi del Rione Terra. A distanza di un anno dalla scadenza del precedente appalto per la gestione della rete idrica e fognaria cittadina non si è ancora concluso l’iter del nuovo bando e quindi si sta procedendo con affidamenti temporanei attraverso procedure negoziate.

IL PROBLEMA – Ancora aperta è la problematica dello scarico di “troppo pieno” afferente al collettore borbonico (in via Napoli all’altezza dello Zenith) di competenza regionale e napoletana, oggetto nello scorso anno di una denuncia-querela alla Procura della Repubblica da parte dell’Coordinamento Associazioni Comprensorio Flegreo-Giuglianese. Per quanto riguarda il litorale di Licola-Cuma, il depuratore, relativamente agli scarichi in mare, sembra funzionare abbastanza bene e con i lavori in corso dovrebbe funzionare ancora meglio, ma resta il grosso problema dei canali (Camaldoli, Quarto e Abruzzese) che dall’entroterra trasportano in mare di tutto e di più. In una recente visita all’impianto di Cuma, il Presidente De Luca ha dichiarato che entro il 2018 vi sarà la piena balneabilità di tutto il litorale. Non ci resta che aspettare e vigilare.