POZZUOLI – C’è una faida in corso tra due bande rivali, iniziata dopo la gambizzazione del ras di Reginelle Pasquale Dello Iacolo, sullo sfondo del raid incendiario andato in scena la scorsa notte nel quartiere di Monterusciello. Giovani leve della camorra che si contendono il controllo delle piazze di spaccio di Monterusciello, Licola e Rione Toiano, le estorsioni ai commercianti e la gestione dei parcheggi abusivi. Sono gli eredi dei Longobardi-Beneduce e dei Ferro, ora divisi in due gruppi: uno è alleato con le famiglie del Rione Toiano, l’altro con quelle del “Bivio” di Quarto. Una faida che va avanti a colpi di incendi, intimidazioni e danneggiamenti.

L’INCENDIO – Il bersaglio di ieri è un 37enne ritenuto negli anni vicino ai clan Beneduce e Ferro e finito con altri quattro componenti della sua famiglia, conosciuti come i “malacarne”, nell’inchiesta anticamorra Iron Men per le estorsioni ai commercianti del mercatino rionale. La conferma della matrice dolosa è arrivata dal ritrovamento di una bottiglia di plastica con il liquido infiammabile. L’incendio ha distrutto tre auto, uno scooter, i motori dei frigoriferi di un minimarket e danneggiato una palazzina popolare del lotto 16, in via Libero Bovio, dove le fiamme si sono propagate fino ai piani alti, domate all’alba solo grazie all’intervento dei vigili del fuoco, coadiuvati da polizia e carabinieri. Altro segnale che non viene sottovalutato è la vicinanza del rogo alla casa del boss detenuto Gennaro Longobardi, che potrebbe essere letto come un gesto di sfida dei nuovi verso la vecchia camorra.

LA GUERRA – Il raid è arrivato 72 ore dopo altri due incendi che domenica notte hanno distrutto l’auto della fidanzata di un 35enne con precedenti per rapina ed estorsione (e ritenuto personaggio emergente nel quartiere) e poche ore dopo due automobili e la facciata di una casa popolare in via Reginelle, proprio nei pressi dell’abitazione di Pasquale Dello Iacolo. Tre incendi in tre giorni legati tra loro da un unico filo conduttore: una nuova faida di camorra in corso tra nuove leve. In precedenza altri due incendi, tra il 23 e il 25 febbraio, avevano distrutto quattro auto in via Fatale e via Cappuccini, nella zona del Lungomare di via Napoli da tempo “feudo” della famiglia Di Costanzo.