In alto da sinistra: Maria Esposito, Maria Consiglia Visone, Stefania De Fraia        In basso da sinistra: Paolo Ismeno, Anna Attore, Roberto Gerundo, Vincenzo Aulitto

POZZUOLI – E’ una Giunta comunale a tinte rosa quella formata dal sindaco Vincenzo Figliolia: dei sette assessori nominati (uno in più rispetto alla precedente), infatti, quattro sono donne. Tre sono i confermati: Vincenzo Aulitto ai Lavori pubblici (in quota al gruppo Maione) Anna Maria Attore all’Istruzione (in quota Monaco) e Roberto Gerundo all’Urbanistica (in quota sindaco). Proprio quest’ultimo, insieme al neo assessore al Bilancio Paolo Ismeno (in quota ai consiglieri del PD Caiazzo, Testa e Manzoni), è in lizza per la nomina di vicesindaco di Pozzuoli, carica non ancora assegnata.

I NUOVI – Oltre a Ismeno, figura storica del partito democratico e già consigliere comunale e assessore nella seconda Giunta della scorsa consiliatura Figliolia, sono tutte alla prima esperienza le tre nuove assessore: Stefania De Fraia, avvocato (in quota ai consiglieri di “Idea Pozzuoli” Pafundi-Villani) a cui sono andate le deleghe a Cultura, Turismo e Tempo Libero ; Maria Esposito (in quota dell’ex vicesindaco Franco Cammino-PD) a cui sono andati Sviluppo economico e Attività produttive; infine Maria Consiglia Visone, avvocato (in quota Verdi) a cui sono andati Ambiente e Tutela della salute. Il sindaco ha tenuto per se le deleghe alla Polizia Municipale e alle Politiche sociali.

GLI SCENARI – Le nomine di Maria Eposito e Paolo Ismeno vanno a ricompattare il Partito Democratico attraverso due storiche figure come gli ex assessori Franco Cammino e Franco Fumo, che nei mesi scorsi hanno lavorato dietro le quinte facendo da coagulanti e spostando l’asse dell’esecutivo nuovamente verso sinistra, come testimonia anche l’ingresso di Stefania De Fraia, moglie dell’ex consigliere comunale di “sinistra e libertà” Gianfranco Di Somma. Firmato l’armistizio tra Figliolia e Manzoni per chiudere la cerchia, dopo 20 lunghissimi giorni, il sindaco ha dovuto fare “dietrofront” con il gruppo Maione sulla figura di Aulitto su cui era stato posto lo stesso veto valido per Liguori dopo il famoso consiglio comunale di inizio settembre che spinse il primo cittadino ad aprire la crisi politica. Sui fogli consegnati al sindaco Salvatore Maione ha sempre scritto due nomi in alternativa ad Aulitto: Gloria e Scotto di Minico, ma respinti in virtù della regola del “non ripescaggio” dalle liste elettorali. Deroga consentita a Maione ma non a Pennacchio anche in virtù del peso specifico che le due parti hanno in consiglio comunale. Forse, questo, l’unico effetto collaterale, insieme alle dimissioni da capogruppo di Vincenzo Daniele, che ha colpito il PD puteolano.