POZZUOLI – Due giorni fa, una ditta incaricata dall’EAV (Ente Autonomo Volturno), aveva iniziato a chiudere il passaggio a livello della linea Cumana situato di fronte al “Tempio di Serapide”, ma ieri mattina la Polizia Municipale di Pozzuoli è intervenuta a bloccare l’installazione dei cancelli per mancanza delle relative autorizzazioni. Sembrerebbe, infatti, che per effettuare l’operazione fosse necessario il permesso a costruire di cui la ditta era sprovvista. Lunedì scorso, la direzione dell’EAV aveva già provveduto alla chiusura del passaggio a livello in prossimità del ex-cinema Toledo, costringendo cittadini e avventori ad utilizzare, nelle ore serali, il sovrappasso ubicato nei pressi della stazione. A questo punto si può supporre che anche questa installazione non fosse autorizzata. Vedremo come evolverà la situazione.

LO SCONTRO – Tutto sembra nascere da uno scontro in atto tra la Dirigenza e i lavoratori addetti alla sorveglianza, anche se sono stati diversi i tentativi di chiusura effettuati dall’azienda in passato. In una nota pubblicata ieri su facebook, il Presidente EAV, Umberto De Gregorio, ha giustificato la temporanea chiusura del solo passaggio a livello ubicato vicino al cinema Toledo con “una improvvisa impennata delle malattie degli addetti al presenziamento” e “la contemporanea indisponibilità allo straordinario ed alla sostituzione delle figure mancanti.” Secondo il Presidente De Gregorio, sarebbe in atto una “protesta anomala” da parte dei dipendenti per ottenere aumenti contrattuali non giustificati.
LE REPLICHE – Sul post pubblicato dal Presidente ci sono state poi le repliche dei lavoratori, che hanno evidenziato che il tasso di assenza era inferiore al 15% (3 assenze per malattia e una per lutto su 28/30 addetti). I sorveglianti dei passaggi a livello, in sostanza, lamentano una diminuzione del loro salario in seguito all’internalizzazione in EAV e ne chiedono un aumento. Secondo il sindacalista USB, Antonio Mazzella, a fronte di un’iniziale apertura da parte dell’azienda a discutere dell’argomento non è poi seguita alcuna azione, da qui la decisione, presa in autonomia, di rifiutare lo straordinario.