Giusy Mellone

POZZUOLI – “La sofferenza, insieme alla drammaticità dei suoi momenti, spesso ti fa guardare la vita con occhi diversi e ti aiuta a maturare una sensibilità nuova”. E Giusy Mellone, 30 anni, di Pozzuoli, di sofferenze ne ha provate. Anche la più brutta e atroce per una donna: quella di perdere un figlio appena nato. Il suo Mario aveva tre mesi quando l’ha lasciata per sempre. Era la sua ragione di vita, in un periodo difficile condizionato da diversi problemi familiari che avrebbero buttato giù anche una roccia. «Ho toccato il fondo, il punto più basso, ma sono riuscita ad azzerare tutto e a ripartire. Ed oggi voglio aiutare chi soffre, a loro voglio dare tutto me stessa» dice tutto d’un fiato, con la foga di chi non vuole fermarsi più

Giusy Mellone insieme al garante dei detenuti Pietro Ioia

LA SOLIDARIETA’ – Il suo sguardo oggi è rivolto verso chi soffre. Insieme alle amiche raccoglie fondi per le persone in difficoltà e corre loro in aiuto. Domenica scorsa ha fatto arrivare a un ex detenuto, che vive in condizioni a dir poco disumane, cuscini, lenzuola, cibo e beni di prima necessità. «L’ho fatto insieme a un gruppo di amiche che mi sostengono in queste iniziative e grazie a Pietro Ioia, il garante dei detenuti, abbiamo fatto arrivare a quest’uomo il nostro aiuto». Questa è solo una delle tante attività messe in campo da Giusy, che per il prossimo vuole dare di tutto, anche ciò che è stato del suo figlioletto prematuramente scomparso. «Ho regalato all’ospedale tutto ciò che è stato di Mario, dai vestiti ai giocattoli, tranne il carrozzino: quello no, lì c’è ancora il suo odore». Cuore di mamma. E cuore grande.