POZZUOLI – Aveva truffato un parroco fingendosi prete, riuscendo ad ottenere dalla vittima circa 30mila euro. Dopo la condanna in primo grado e in Appello, è arrivata anche la conferma in Cassazione per il 58enne Gennaro Ranalli, puteolano, che però aveva compiuto le sue “gesta” nelle Marche e precisamente a Senigallia, in provincia di Ancona.

LA CONDANNA – Un anno e 4 mesi di condanna oltre ad 800 euro di multa per colui che nel 2008 aveva contattato l’allora 90enne ed ex parroco di Scapezzano, in quel momento in una casa di riposo. Truffa pluriaggravata e continuata. Questo il reato contestato al 58enne di Pozzuoli. Inutile il tentativo del suo legale di rivolgersi alla Suprema Corte, contestando tra le altre cose un errore in fase di notifica. Ben due gli “avvisi” che sarebbero stati inviati al suo avvocato di ufficio invece che a quello di fiducia. Inoltre, ad essere contestata anche l’acquisizione della querela della parte offesa ed altri punti “tecnici”.

RICORSO BOCCIATO – Ma per la Cassazione il ricorso è infondato, per tanto Gennaro Ranalli rimane un condannato che si era spacciato per un prelato con il solo scopo di prendere soldi da un anziano prete, convincendo quest’ultimo sul rientro del “prestito” grazie all’interessamento di un altro uomo di chiesa, amicizia comune ai due. Scoperto il raggiro, l’ex parroco si era poi rivolto ai carabinieri, facendo così scattare le indagini.