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Due anni dalla strage di Monteforte Irpino

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Ancora poche ore e la città rivivrà una strage che ha ferito e segnato l’intera comunità puteolana. Domani saranno due anni dal tragico incidente di Monteforte Irpino, il più grande incidente stradale d’Italia. Un autobus pieno di pellegrini faceva ritorno sull’A16, attraversando il viadotto di Acqualonga, quando il bus ha perso il controllo ed è precipitato da una altezza di 30 metri. Lì 40 persone, la maggior parte di Pozzuoli, persero la vita. Genitori, figli, amici, vite per sempre spezzate sia di chi morì sia di chi restò. Una cicatrice che ha segnato per sempre la città. In quei giorni Pozzuoli si fermò, attonita e distrutta da un lutto che neanche il terremoto o il bradisismo avevano causato.

15 IMPUTATI PER UNA STRAGE EVITABILE – Da quel giorno, per tutti i giorni, i parenti delle vittime, unitisi anche in una associazione, “urlano” e chiedono giustizia per una strage che poteva esser evitata. Col passare del tempo e dell’inchiesta sono venute alla luce le cause del disastro: cattiva manutenzione del manto stradale, falsificazione della revisione del bus, alcuni capi di imputazione. Quindici gli indagati di un processo rinviato a settembre, tra questi ci sono anche due funzionari della Motorizzazione Civile i quali avrebbero contraffatto la documentazione del mezzo, facendo risultare come “passata” la revisione che in realtà non sarebbe mai stata effettuata. E poi ancora vertici e responsabili di Autostrade per l’Italia che avrebbero omesso di segnalare lo stato di pericolo in cui si trovava il tratto stradale.

LA CERIMONIA IN MEMORIA – Il 28 luglio 2013 una data difficile da dimenticare, domani una cerimonia alle ore 19 si svolgerà nella cattedrale del Rione Terra, in memoria e ricordo delle 40 vittime, la messsa sarà officiata dal vescovo puteolano Gennaro Pascarella, poi una passeggiata libera condurrà chi vorrà al monumento a loro dedicato in Piazza del Ricordo.