Vera De Mari a capo della Holding dell’usura

di Gennaro Del Giudice

POZZUOLI – «Allora mi devi dare 1260 euro entro il 17 dicembre sennò ti faccio ‘o fuosso a te e a… – urlava Vera De Mari colpendo con due schiaffi la vittima – allora mi vuoi sfidare? Digli a quei bastardi degli amici tuoi carabinieri che io li tengo sott’e scarpe mie e che tengo a gente aret’ a m, non mi fanno paura….» Parole che testimoniano la violenza perpetrata da “Lady usura” Vera De Mari, a capo della omonima “Holding” che negli ultimi anni aveva fatto almeno 16 vittime. Secondo gli inquirenti la donna, unica persona ad erogare denaro, in alcuni casi aveva chiesto un interesse del 100% annuo anche per prestito di appena 200 euro.

KILLER PER 5MILA EURO – «Con l’attuale crisi economica per 5mila euro si trova facilmente una persona disposta a sparare a qualcuno» diceva la donna ad una vittima impossibilitata a pagare le rate del suo “prestito”. «Se non paghi succede la guerra, vedi di non farti vedere per strada alle fermate del pullman…tengo gente aret a me». Ma a dare man forte alla De Mari c’erano anche le altre 4 donne che ricoprivano il ruolo di “esattrici”.

UOMINI VIOLENTI – Mentre gli uomini, secondo quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal GIP di Napoli, avrebbero avuto il compito di usare la forza per recuperare i crediti  «Il 27 porta i soldi a mia madre o verrò a prendermi la tua macchina e mando tuo figlio al Cardarelli». In un altro caso la vittima di turno era stata costretta a stampare presso uno sportello bancomat il suo estratto conto per mostrare i soldi a sua disposizione. Mentre Silvio De Mari, fratello di Vera, avrebbe sottratto il cellulare a un debitore dopo avergli sferrato  un calcio in volto per costringerlo a pagare le rate del prestito alla sorella.