Ferdinando LongobardiPOZZUOLI – Era in giro nel quartiere di Monterusciello insieme a un pregiudicato e alla vista dei carabinieri ha tentato la fuga a bordo di un’auto prima di essere preso dopo un breve inseguimento. Così è finito nei guai un “pezzo da 90” della mala flegrea: si tratta del sorvegliato speciale Ferdinando Longobardo, 56 anni, fratello del boss di Pozzuoli Gennaro Longobardi, capo dell’omonimo clan che si contrappone ai Beneduce-Ferro. Ad intercettare e arrestare il 56enne in via Curzio Malaparte, nei pressi dell’ufficio postale, sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pozzuoli (diretti dal tenente Luca La Verghetta e coordinati dal comandante di Compagnia Elio Norino).

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Gennaro Longobardi

CONDANNATO A UN ANNO – Ferdinando Longobardo (che per un errore in fase di iscrizione all’anagrafe ha l’ultima lettera del cognome diversa da quella del fratello Gennaro) dopo l’arresto, avvenuto nella tarda mattinata di ieri, questa mattina è stato condannato con processo direttissimo a un anno di carcere da scontare agli arresti domiciliari. Il 56enne, residente in via Ottone Rosai nel quartiere di Monterusciello, in virtù del regime di sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno a cui era sottoposto, non può avere contatti con pregiudicati. Misura trasgredita ieri mattina quando è stato fermato a bordo di una Toyota guidata da un pluripregiudicato di 44 anni. A quel punto per Longobardo è scattato l’arresto per inosservanza alle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione mentre per l’uomo che era in sua compagnia una denuncia per guida senza aver mai conseguito la patente.

PEZZO DA 90 – Ferdinando Longobardo tornò in libertà nel marzo del 2012 dopo aver scontato una condanna a 11 anni (poi diventati 10) per associazione di stampo mafiosa finalizzata alle estorsioni, in particolare nel mercato ittico di Pozzuoli. Elemento di spicco dell’omonimo clan capeggiato dal fratello Gennaro, nel maggio del 2013 finì nuovamente nei guai per aver violato il regime di sorvegliato speciale facendosi trovare in compagnia di alcuni pregiudicati nei pressi di un cantiere edile nella zona dei 600 alloggi di Monterusciello.