Roberto Del Sole

POZZUOLI – Il killer che ha sparato a Roberto Del Sole ha mirato alla gamba destra, segno che non voleva uccidere, ma lanciare un avvertimento, forse punire uno dei “cani sciolti” che da qualche mese si muovono in un quartiere in fermento dopo le scarcerazioni di storici luogotenenti dei boss Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce. Un solo colpo al polpaccio e il 33enne fratello minore del pentito di camorra Napoleone Del Sole, gola profonda dell’inchiesta Iron Men, è rovinato a terra nel giardinetto davanti alla sua abitazione lungo via De Chirico, la strada dello spaccio dove due anni fa fu gambizzato un pusher.

Il giardinetto dove è stato gambizzato Del Sole

LA GAMBIZZAZIONE – L’agguato poco prima delle ore 12: ad agire due uomini in sella a una moto. Il 33enne è stato soccorso dalla compagna e da un parente e portato al pronto soccorso del “Santa Maria delle Grazie”. Del Sole non è mai stato in pericolo di vita nonostante la ferita alla gamba. Insieme alla compagna è stato ascoltato per ore dai carabinieri del nucleo operativo di Pozzuoli a cui avrebbe riferito di una rapina finita male: versione, questa, che non avrebbe convinto del tutto gli inquirenti. A terra, davanti all’abitazione dei due, è stato rinvenuto un bossolo calibro 45. Nessuno avrebbe visto e sentito nulla nonostante ci fosse gente in strada durante l’agguato.

I carabinieri sul luogo dell’agguato

LO “SGARRO” – “Robertino” Del Sole era uscito dal carcere a settembre dopo quasi tre anni: era uno dei 23 componenti di una feroce banda che tra il 2005 e il 2009, per conto del clan Beneduce, aveva seminato il terrore nel basso Lazio con estorsioni e usura ai danni di imprenditori e liberi professionisti. Del Sole potrebbe aver pagato a caro prezzo qualche “intemperanza” di troppo di cui si sarebbe reso protagonista negli ultimi tempi tra Monterusciello e Rione Toiano dove sono in corso riposizionamenti  Uno “sgarro” che questa volta non gli sarebbe stato perdonato. Ipotesi, questa, che esclude la pista della “vendetta trasversale” nei confronti del fratello pentito. Sullo sfondo c’è il controllo delle piazze di spaccio che fa gola a vecchi personaggi e nuove leve della camorra che tentano di trovare nuovi equilibri e tessere nuove alleanze.