LICOLA – E’ iniziato il countdown per la riapertura del “Pareo Park” di Licola, il parco acquatico più grande del sud Italia, che dallo scorso 27 giugno ha chiuso i battenti a causa della presenza di batteri e inquinanti chimici all’interno di tutte le piscine. Da qui le ustioni e gli eritemi ai piedi, ai gomiti e alle ginocchia ad oltre cento bambini. Tra oggi e domani saranno analizzati i nuovi campioni prelevati dalle piscine da vigili e tecnici sanitari dell’Asl Napoli 2 Nord. Se i valori risulteranno idonei alla balneazione, l’Arpac potrà inoltrare la richiesta della revoca dell’ordinanza di sospensione delle attività e il Pareo Park potrà essere riaperto al pubblico.

LE ANALISI – «Siamo in attesa del risultato delle nuove analisi effettuate martedì dall’Asl – spiega Vincenzo Schiavo, amministratore unico della “Partenope Investment Srl”, la società a cui nel 2016 la curatela fallimentare di Napoli affidò la struttura dopo il fallimento del Magic World a sua volta nato dalle ceneri dell’Acqua Flash – dal giorno della chiusura ad oggi sono stati effettuati numerosi prelievi e le acque sono state analizzate per ben quattro volte. Stiamo lavorando quotidianamente per riportare tutto alla normalità e solo quando tutto sarà al 101% riapriremo il parco acquatico. Ad oggi ancora non riusciamo a darci una spiegazione per tutto quello che è successo, veramente non sappiamo come sia potuto accadere un fatto del genere. Questo mese di chiusura ha messo in ginocchio un intero indotto economico e lavorativo». La chiusura del parco ha infatti provocato perdite giornaliere che sono stimate tra i trentamila e i cinquantamila euro con circa duecento lavoratori, tra dipendenti diretti della Partenope e quelli delle ditte esterne, che praticamente sono fermi da domenica 23 giugno.