POZZUOLI – Sedie di legno nei furgoni per aumentare i “posti a sedere”, ducato, doblò, auto station wagon, stipati all’inverosimile per trasportare gli immigrati da Licola a Pescopagano (e viceversa) al costo di appena 1 euro. Ogni veicolo effettua almeno 6 viaggi secondo un accordo tra i vari autisti che a mo’ di taxi si accodano alla stazione della Circum di Licola. Un fenomeno illegale che nasce dalla precarietà del trasporto pubblico in zona e dalla mancanza di una capillare rete di collegamenti tra la periferia di Pozzuoli e il litorale Domitio, dove la presenza di immigrati è molto elevata. Immigrati che all’alba si muovono verso Licola per offrire la propria manovalanza alle rotonde stradale o proseguire verso Napoli.

I SEQUESTRI – Un business da migliaia di euro smantellato questa mattina dai carabinieri della stazione di Licola (diretti dal maresciallo Antonio Spiridone) e della sezione Radiomobile di Pozzuoli (diretti dal Tenente Vincenzo Davide) che hanno sequestrato una decina di veicoli e passato al setaccio patenti di guida, coperture assicurative, revisioni, carte di circolazione e permessi di soggiorno degli autisti. Un blitz scattato ieri, poco prima delle 8, nel piazzale della stazione di Licola, da tempo diventato capolinea del trasporto illegale, e nelle strade del borgo, dove sorgono i vari punti di sosta e raccolta. «Io lavoro perché non ci sono i pullman. –racconta un tassista ghanese nel video realizzato da Cronaca Flegrea e Quarto Canale TV – Faccio il taxi da 1 euro e non ho una patente italiana ma presa nel mio paese di origine. Tre viaggi di andata e ritorno, nelle auto dietro in 4 e avanti una persona, guadagno 50-60 euro. C’è chi prende in affitto le auto e la sera paga il proprietario tenendo il resto per sè».